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L’epopea del concorso scuola del 2016 non ha termine. Il Ministero costretto a bandire le prove suppletive.

Ad un anno di distanza dalla prima prova del 28 Aprile 2016, il Ministero dell’Istruzione è stato costretto a bandire nuovi test per i migliaia di esclusi. Il secondo turno è frutto dei ricorsi in tribunale che hanno ammesso i candidati che in un primo tempo erano stati esclusi..

Subito dopo la riforma della “Buona Scuola“, avvenuta nel 2015, doveva essere bandito il concorso scuola. Un concorso che tutti dicevano essere veloce ed efficace e che avrebbe dovuto assumere i docenti abilitati, abolire le liste, i precari e la figura dei supplenti in pochissimo tempo. A causa di problemi burocratici e ministeriali, i tempi del concorso si sono allungati e ad un anno di distanza dal primo esame del 28 aprile 2016, sono 4963 gli aspiranti docenti, secondo un censimento del Miur, che, inizialmente erano stati esclusi dal concorso, e che tornano sui banchi per sostenere una nuova prova, dopo che il Tar o il Consiglio di Stato ha ritenuto valido il loro ricorso.

Un numero di ricorsi scuola enorme

Il numero dei partecipanti al concorso docenti non è, però, definitivo perché fino all’ultimo momento i partecipanti, muniti di un’ordinanza cautelare del giudice che li ammette a partecipare alle prove, possono presentarsi alla prova. Proprio per questo le liste continuano ad aumentare di settimana in settimana. E’ proprio in Campania il record dei ricorsi accolti, infatti, quasi la metà dei ricorsisti sono concentrati in questa Regione.
La maggior parte di questi aspiranti docenti sono tutti quelli che sono stati esclusi dal concorso dello scorso anno, perché non erano in possesso dei requisiti previsti dal bando e ai quali il Tar e il Consiglio di Stato ha dato ragione.

Ma chi sono i ricorsisti?

Tutti potevano partecipare al concorsone del 2016 ed essere ammessi con riserva, ma il Governo ha preferito ignorarli ed è per questo che ora si deve affrontare un altro concorso. La maggior parte dei partecipanti sono i tecnici di laboratorio, solo loro sono 3169, e la loro è anche la categoria che ha più probabilità di essere ammessa. I loro ricorsi sono stati accolti perché il Ministero non ha mai istituito nessuno strumento per abilitarli.
Seguono, poi, i diplomati Isef, gli abilitandi Pas e gli specializzandi di sostegno. Ci sono poi i dottori di ricerca, che solo recentemente hanno ricevuto pareri di equiparazione e gli abilitati all’estero.

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