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Concorso presidi, tra inchieste e ricorsi l’ultima parola al Consiglio di Stato il 15

Una inchiesta della procura di Roma, due sentenze di annullamento del Tar del Lazio. Candidati ammessi con riserva. Un primo intervento del Consiglio di Stato che ha rivisto e corretto il Tar consentendo all’ex ministro dell’istruzione Marco Bussetti di procedere con la graduatoria per non lasciare le scuole senza presidi nell’anno 2019/2020.
Ad essere accolti sono stati i ricorsi dell’avvocato Guido Marone che patrocina oltre 500 ricorrenti campani su 2000 in tutta Italia. Ora si è al giro di boa. L’udienza del Consiglio di Stato, originariamente fissata per il marzo scorso è prevista per il prossimo 15 ottobre che discuterà proprio gli appelli proposti dal ministero contro le due sentenze di accoglimento che hanno annullato la procedure.
E c’è grande attesa su cosa possa accadere. Nel concorso in questione è risultata idonea anche l’attuale ministra Lucia Azzolina che si è collocata in una posizione utile (2542 su un totale di 2900 posti messi a bando) per guidare una scuola.
LA QUERELLE
Cosa ha stabilito il Tar del Lazio? In pratica ha annullato le correzioni dei compiti dei partecipanti. In sostanza decise nel luglio del 2019 che le griglie di correzione preparate non andavano bene per la presenza di commissari incompatibili con il loro ruolo, in particolare Busceti e D’Avoli che avevano effettuato dei corsi di formazione proprio per i futuri presidi, ruolo dunque ritenuto incompatibile dai giudici amministrativi. E in ultimo il sindaco di Alvignano, in provincia di Caserta, Angelo Francesco Marcucci. Francesco Marcucci si è sempre difeso: «Nessuno mi ha detto per cosa quei corsi fossero funzionali. Ho parlato senza conoscerne le finalità».
Il sindaco di Alvignano Marcucci – ha denunciato il comitato «Trasparenza e partecipazione» (composto da mille aspiranti presidi) – è stato relatore a un corso preparatorio dell’istituto paritario Luigi Stefanini a San Giorgio a Cremano, Napoli, la cui presentazione è avvenuta l’1 dicembre 2017 e ad un altro organizzato da Felice Vairo e dalla società Obelix di Caserta che ha messo a disposizione locali ed attrezzature informatiche», in pratica enti che fanno formazione in generale. Ai quali Alvignano non avrebbe dovuto partecipare. I candidati a questo concorso sono stati 34850 e alla fine solo 3785 sono riusciti ad arrivare alla prova orale e tra questi figurano 425 campani. I posti messi a bando sono stati 2925. Il Consiglio di Stato solo ora entrerà nel merito di quanto disposto dal Tar. Non solo. I ricorrenti raggruppati nel Comitato lamentano il «mancato accesso agli atti, assenza di trasparenza, violazioni del regolamento anche per coinvolgimento commissari giudicanti come docenti in corsi formazione, tra cui un dipendente Ministero».
«Viale Trastevere, sede del ministero – riporta l’Adnkronos – si è sempre confrontato e si confronterà con i ricorrenti nelle sedi opportune, che sono le aule della giustizia amministrativa. La risposta alle contestazioni dei ricorrenti avverrà in quella sede, non sono i Ministri ad aprire gli armadi, ma l’Amministrazione».

Da ilmattino.it – 8 Ottobre 2020

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