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CCNL 2006/2009 e I biennio economico 2006/2007

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Scuola
per il quadriennio normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007
A seguito del parere favorevole espresso dal Comitato di Settore il 16 novembre 2007 sul
testo dell’ipotesi di accordo relativo al CCNL del personale del Comparto Scuola per il
quadriennio normativo 2006 – 2009 e il primo biennio economico 2006 – 2007 e della
certificazione positiva resa dalla Corte dei Conti il 28 novembre 2007 sull’attendibilità dei
costi quantificati per l’accordo medesimo e sulla loro compatibilità con gli strumenti di
programmazione e bilancio, il giorno 29 novembre 2007, alle ore 10.30, ha avuto luogo
l’incontro tra:
l’ARAN:
nella persona del Presidente
Avv. Massimo Massella Ducci Teri firmato
ed i rappresentanti delle seguenti Confederazioni e Organizzazioni sindacali:
per le Confederazioni sindacali:
CGIL firmato
CISL firmato
UIL firmato
CONFSAL firmato
CGU firmato
per le Organizzazioni Sindacali di categoria:
FLC/CGIL firmato
CISL SCUOLA firmato
UIL SCUOLA firmato
SNALS-CONFSAL firmato
FED.NAZ.GILDA/UNAMS firmato
Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato Contratto Collettivo Nazionale
di Lavoro relativo al personale del Comparto Scuola per il quadriennio normativo 2006-
2009 e il primo biennio economico 2006-2007.
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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO SCUOLA
QUADRIENNIO GIURIDICO 2006-09 E 1° BIENNIO ECONOMICO 2006-07
INDICE GENERALE DEGLI ARTICOLI
Premessa
CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
art. 1 – campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto
art. 2 – interpretazione autentica del contratto
CAPO II – RELAZIONI SINDACALI
art. 3 – obiettivi e strumenti
art. 4 – contrattazione collettiva integrativa
art. 5 – partecipazione
art. 6 – relazioni a livello di istituzione scolastica
art. 7 – composizione delle delegazioni
art. 8 – assemblee
CAPO III – NORME COMUNI
art. 9 – misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo
immigratorio e contro l’emarginazione scolastica
art. 10 – mobilità territoriale, professionale e intercompartimentale
art. 11 – pari opportunità
art. 12 – congedi parentali
art. 13 – ferie
art. 14 – festività
art. 15 – permessi retribuiti
art. 16 – permessi brevi
art. 17 – assenze per malattia
art. 18 – aspettativa per motivi di famiglia, di lavoro, personali e di studio
art. 19 – ferie, permessi ed assenze del personale assunto a tempo determinato
art. 20 – infortunio sul lavoro e malattie dovute a causa di servizio
art. 21 – individuazione del personale avente diritto di mensa gratuita
art. 22 – personale impegnato in attività di educazione degli adulti ed in altre tipologie di
attività didattica
art. 23 – termini di preavviso
CAPO IV – DOCENTI
art. 24 – intenti comuni
art. 25 – area docenti e contratto individuale di lavoro
art. 26 – funzione docente
art. 27 – profilo professionale docente
art. 28 – attività di insegnamento
art. 29 – attività funzionali all’insegnamento
art. 30 – attività aggiuntive ed ore eccedenti
art. 31 – ricerca e innovazione
art. 32 – ampliamento dell’offerta formativa e prestazioni professionali
art. 33 – funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa
art. 34 – attività di collaborazione con il dirigente scolastico
art. 35 – collaborazioni plurime
art. 36 – contratto a tempo determinato per il personale in servizio
art. 37 – rientro in servizio dei docenti dopo il 30 aprile
art. 38 – permessi ed assenze del personale docente chiamato a ricoprire cariche elettive
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art. 39 – rapporti di lavoro a tempo parziale
art. 40 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 41 – docenti che operano nell’ambito dei corsi di laurea in scienze della formazione
primaria e di scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle scuole secondarie
art. 42 – servizio prestato dai docenti per progetti concordati con le università
art. 43 – modalità di svolgimento delle attività di tirocinio didattico presso le sedi
scolastiche e delle funzioni di supporto dell’attività scolastica
CAPO V – PERSONALE ATA
art. 44 – contratto individuale di lavoro
art. 45 – periodo di prova
art. 46 – sistema di classificazione professionale del personale ata
art. 47 – compiti del personale ata
art. 48 – mobilità professionale del personale ata
art. 49 -valorizzazione della professionalità degli assistenti amministrativi e tecnici e dei
collaboratori scolastici
art. 50 – posizioni economiche per il personale ata
art. 51 – orario di lavoro ata
art. 52 – permessi ed assenze del personale ata chiamato a ricoprire cariche pubbliche
elettive
art. 53 – modalità di prestazione dell’orario di lavoro
art. 54 – ritardi, recuperi e riposi compensativi
art. 55 – riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali
art. 56 – indennità di direzione e sostituzione del DSGA
art. 57 – collaborazioni plurime per il personale ata
art. 58 – rapporto di lavoro a tempo parziale
art. 59 – contratto a tempo determinato per il personale in servizio
art. 60 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 61 – restituzione alla qualifica di provenienza
art. 62 – sequenza contrattuale
CAPO VI – LA FORMAZIONE
art. 63 – formazione in servizio
art. 64- fruizione del diritto alla formazione
art. 65 – livelli di attività
art. 66 – il piano annuale delle istituzioni scolastiche
art. 67 – i soggetti che offrono formazione
art. 68 – formazione in ingresso
art. 69 – formazione per il personale delle scuole in aree a rischio o a forte processo
immigratorio o frequentate da nomadi
art. 70 – formazione degli insegnanti che operano in ambienti di apprendimento particolari
art. 71 – commissione bilaterale per la formazione
CAPO VII – TUTELA DELLA SALUTE NELL’AMBIENTE DI LAVORO
art. 72 – finalità
art. 73 – il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
art. 74 – organismi paritetici territoriali
art. 75 – osservatorio nazionale paritetico della sicurezza
art. 76 – norme di rinvio
CAPO VIII – ASPETTI ECONOMICO-RETRIBUTIVI GENERALI
art. 77 – struttura della retribuzione
art. 78 – aumenti della retribuzione base
art. 79 – progressione professionale
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art. 80 – tredicesima mensilità
art. 81 – effetti dei nuovi stipendi
art. 82 – compenso individuale accessorio per il personale ata
art. 83 – retribuzione professionale docenti
art. 84 – fondo dell’istituzione scolastica
art. 85 – nuovi criteri di ripartizione delle risorse per il finanziamento del fondo
dell’istituzione scolastica
art. 86 – compensi accessori per il personale in servizio presso ex IRRE e MPI
art. 87 – attività complementari di educazione fisica
art. 88 – indennità e compensi a carico del fondo d’istituto
art. 89 – direttore dei servizi generali e amministrativi
art. 90 – norme transitorie di parte economica
CAPO IX – NORME DISCIPLINARI
Sezione I – personale docente
art. 91 – rinvio delle norme disciplinari
Sezione II – personale amministrativo, tecnico e ausiliario
art. 92 – obblighi del dipendente
art. 93 – sanzioni e procedure disciplinari
art. 94 – competenze
art. 95 – codice disciplinare
art. 96 – rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale
art. 97 – sospensione cautelare in caso di procedimento penale
art. 98 – comitato paritetico sul mobbing
art. 99 – codice di condotta relativo alle molestie sessuali nei luoghi di lavoro
CAPO X – PERSONALE DELLE SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO
art. 100 – vertenze ed organismi di conciliazione
art. 101 – sistema delle relazioni sindacali
art. 102- partecipazione
art. 103 – impegni connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica e con il piano
dell’offerta formativa
art. 104 – progetti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa ed al superamento del
disagio scolastico
art. 105 – ferie
art. 106 – rapporto di lavoro a tempo determinato
art. 107 – orari e ore eccedenti
art. 108 – mobilità tra le istituzioni scolastiche all’estero
art. 109 – mobilità professionale verso le istituzioni scolastiche all’estero
art. 110 – iscrizione alle graduatorie permanenti per la destinazione all’estero
art. 111 – modalità di svolgimento della prova di accertamento della conoscenza della
lingua
art. 112 – valutazione della prova di accertamento linguistico
art. 113 – riformulazione e aggiornamento delle graduatorie permanenti
art. 114 – gestione delle graduatorie per la destinazione all’estero
art. 115 – esaurimento di graduatoria e prove straordinarie
art. 116 – durata del servizio all’estero
art. 117 – interruzione del servizio all’estero
art. 118 – calcolo degli anni di servizio all’estero
art. 119 – restituzione ai ruoli metropolitani in caso di assenze per malattia
art. 120 – restituzione ai ruoli metropolitani per incompatibilità e per motivi di servizio
art. 121 – restituzione al ruoli metropolitani a seguito di sanzioni disciplinari
art. 122 – foro competente
art. 123 – norme applicative
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art 124 – fruizione dei permessi
art. 125 – fruizione del diritto alla formazione
art. 126 – sequenza contrattuale
CAPO XI – PERSONALE DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE
art. 127 – profilo professionale e funzione del personale educativo
art. 128 – attività educativa
art. 129- azioni funzionali all’attività educativa
art. 130 – attività aggiuntive
art. 131 – attività di progettazione a livello di istituzione
art. 132 – attività di collaborazione con il dirigente scolastico
art. 133 – obblighi di lavoro
art. 134 – norma finale
CAPO XII – CONCILIAZIONE ED ARBITRATO
art.135 – tentativo obbligatorio di conciliazione
art.136 – arbitrato
art.137 – modalità di designazione dell’arbitro
art.138 – norma finale
CAPO XIII – TELELAVORO
art.139 – disciplina del telelavoro
art.140 – orario di lavoro
art.141 – formazione
art.142 – copertura assicurativa
art.143 – criteri operativi
art.144 – norma finale di rinvio
CAPO XIV– DISPOSIZIONI FINALI
art. 145 – personale in particolari posizioni di stato
art. 146 – normativa vigente e disapplicazioni
art. 147 – aumenti contrattuali ai capi d’istituto
art. 148 – previdenza complementare
art. 149 – verifica delle disponibilità finanziarie complessive
art. 150 – norma di rinvio
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CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DEL COMPARTO SCUOLA
QUADRIENNIO GIURIDICO 2006-09 E 1° BIENNIO ECONOMICO 2006-07
PREMESSA
Le disposizioni contrattuali che seguono riportano tutte le norme di fonte negoziale vigenti, sia
che si tratti di nuove che di precedenti, queste ultime modificate o meno.
Le disposizioni legislative, anche se eventualmente abrogate, sono da considerarsi tuttora in
vigore ai fini contrattuali qualora esplicitamente richiamate nel testo che segue, come previsto
dell’art. 69 del d.lgs. n.165/2001.
La presente premessa fa parte integrante del CCNL qui sottoscritto dalle parti.
CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI
ART.1 – CAMPO DI APPLICAZIONE,
DURATA, DECORRENZA DEL PRESENTE CONTRATTO
1. Il presente contratto collettivo nazionale, per il quadriennio giuridico 2006/2009 e per il
biennio economico 2006/2007, si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato o a tempo determinato appartenente al comparto di cui all’art. 2, lettera I, del
contratto collettivo nazionale quadro sottoscritto l’11 giugno 2007. Il personale del comparto si
articola nelle seguenti aree professionali:
a) area della funzione docente;
b) area dei servizi generali, tecnici e amministrativi.
2. Il presente contratto concerne il periodo 1 gennaio 2006 – 31 dicembre 2009 per la parte
normativa, ed è valido dal 1° gennaio 2006 fino al 31 dicembre 2007 per la parte economica.
3. Gli effetti giuridici decorrono dal giorno della sottoscrizione, salvo diversa prescrizione del
presente contratto. La stipulazione si intende avvenuta al momento della sottoscrizione del
contratto da parte dei soggetti negoziali a seguito del perfezionamento delle procedure di cui
all’art. 47 del decreto legislativo n.165/2001. Gli istituti a contenuto economico e normativo
con carattere vincolato ed automatico sono applicati entro trenta giorni dalla predetta data di
stipulazione.
4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne
sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata. In caso di disdetta, le disposizioni
contrattuali rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo
contratto collettivo, fermo restando quanto previsto dall’art.48, comma 3, del d.lgs.
n.165/2001.
5. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte
economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sarà corrisposta la relativa
indennità, secondo le scadenze previste dall’accordo sul costo del lavoro del 23 luglio 1993. Per
l’erogazione di detta indennità si applica la procedura contrattuale di cui agli artt. 47 e 48 del
decreto legislativo n.165/2001.
6. In sede di rinnovo biennale per la parte economica ulteriore punto di riferimento del
negoziato sarà costituito dalla comparazione tra l’inflazione programmata e quella effettiva
intervenuta nel biennio in questione, secondo quanto previsto dall’accordo tra Governo e parti
sociali del 23 luglio 1993.
7. Eventuali sequenze contrattuali previste nel corpo del presente CCNL si intendono da
svolgersi in sede ARAN e tra le Parti firmatarie del CCNL.
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8. Per quanto concerne il personale scolastico delle province autonome di Trento e Bolzano, si
applica quanto previsto dai decreti legislativi 24.07.96, nn. 433 e 434, quest’ultimo come
integrato dal d.lgs. n.354/1997.
ART.2 – INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL CONTRATTO
1. Quando insorgano controversie sull’interpretazione del contratto collettivo nazionale o
integrativo, le parti che lo hanno sottoscritto si incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta di cui
al successivo comma 2, per definire consensualmente il significato della clausola controversa.
La procedura deve concludersi entro 30 giorni dalla data del primo incontro.
2. Al fine di cui al comma 1 la parte interessata invia all’altra apposita richiesta scritta con
lettera raccomandata. La richiesta deve contenere una sintetica descrizione dei fatti e degli
elementi di diritto sui quali si basa; essa deve comunque far riferimento a problemi
interpretativi ed applicativi di rilevanza generale.
3. L’eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall’inizio della vigenza del
contratto collettivo nazionale o integrativo.
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Capo II – Relazioni sindacali
ART.3 – OBIETTIVI E STRUMENTI
1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto delle distinzioni dei ruoli e delle rispettive
responsabilità dell’amministrazione scolastica e dei sindacati, persegue l’obiettivo di
contemperare l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla
crescita professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei servizi prestati
alla collettività. Esso è improntato alla correttezza e trasparenza dei comportamenti.
2. Qualora il contesto delle relazioni sindacali, di cui al presente capo, faccia riferimento a
criteri o linee di indirizzo che, ai sensi dei successivi articoli, siano anche oggetto di trattativa
integrativa decentrata, queste stesse linee di indirizzo, al fine di garantire e tutelare
omogeneità di impostazione per l’intero sistema scolastico nazionale, possono essere oggetto
di indicazioni-quadro elaborate dal Ministro dell’Istruzione, nell’ambito di quanto definito dal
presente contratto e dandone preventiva informazione alle OO.SS. firmatarie del presente
CCNL.
3. Il sistema delle relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli relazionali:
a) contrattazione collettiva: si svolge in ambito territoriale nazionale, regionale e a livello
di istituzione scolastica, con le modalità, i tempi e le materie indicate agli articoli 4 e 6;
b) partecipazione: si articola negli istituti dell’informazione, della concertazione e delle
intese. Essa può prevedere altresì l’istituzione di commissioni paritetiche con finalità
propositive, secondo le modalità indicate nell’articolo 5;
c) interpretazione autentica dei contratti collettivi di cui all’art. 2.
ART.4 – CONTRATTAZIONE COLLETTIVA INTEGRATIVA
1. La contrattazione collettiva integrativa è finalizzata ad incrementare la qualità del servizio
scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle
professionalità coinvolte.
2. In sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale è disciplinato:
A) MOBILITA’:
• con cadenza, di norma biennale, collegata alla durata di definizione dell’organico, la
mobilità compartimentale, a domanda e d’ufficio. In tale ambito si dovrà garantire la stabilità
pluriennale dell’organico al fine di assicurare la continuità didattica del personale docente con
particolare riferimento ai docenti di sostegno e a quelli impegnati nelle aree a rischio, nelle
scuole di montagna e nelle classi funzionanti negli ospedali. Inoltre, sempre in sede di
contrattazione, verranno ricercate le forme appropriate per favorire l’incontro tra competenze
ed aspirazioni dei singoli insegnanti e le esigenze formative che processi innovativi e diagnosi
valutative fanno maturare nelle singole scuole;
• utilizzazione del personale in altre attività di insegnamento;
• utilizzazione del personale soprannumerario e inidoneo, nonchè di quello collocato fuori
ruolo;
• procedure e criteri di utilizzazione del personale, tenuto altresì conto di quanto previsto
dalla legge n.268/2002 e dalla legge n. 289/2002;
• mobilità intercompartimentale.
B) FORMAZIONE: con cadenza annuale, obiettivi, finalità e criteri di ripartizione delle risorse
finanziarie per la formazione del personale. Si perseguirà l’obiettivo di superare la
frammentazione degli interventi, ridefinendo le modalità di accreditamento degli enti e delle
associazioni professionali e disciplinari, nonchè delle iniziative idonee a costituire adeguato
supporto alle attività didattiche, le procedure per strutturare le singole iniziative formative,
riallocando le risorse a favore dell’attività delle singole scuole e monitorando gli esiti della
formazione.
C) con cadenza di norma biennale, criteri per l’esercizio dei diritti e dei permessi sindacali.
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D) con cadenza annuale, criteri e parametri di attribuzione delle risorse per le scuole collocate
in aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, per
le funzioni strumentali e per gli incarichi aggiuntivi del personale ATA.
3. Presso ciascuna direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge
annualmente sulle seguenti materie:
a) linee di indirizzo e criteri per la tutela della salute nell’ambiente di lavoro;
b) criteri di allocazione e utilizzo delle risorse, provenienti dall’Ente Regione e da Enti
diversi dal MPI, a livello d’istituto per la lotta contro l’emarginazione scolastica e per
gli interventi sulle aree a rischio e a forte processo immigratorio, inclusa
l’assegnazione di una quota dei fondi destinati alla formazione per il finanziamento
di moduli formativi, da concludersi entro il 31 ottobre;
c) criteri, modalità e opportunità formative per il personale docente, educativo ed
ATA.;
d) criteri di utilizzazione del personale;
e) criteri e modalità di verifica dei risultati delle attività di formazione.
4. Presso ciascuna direzione scolastica regionale la contrattazione integrativa si svolge con
cadenza quadriennale sulle seguenti materie:
a) criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio;
b) criteri e modalità per lo svolgimento delle assemblee territoriali e l’esercizio dei diritti e
dei permessi sindacali;
c) istituzione di procedure di raffreddamento dell’eventuale conflittualità contrattuale
generatasi a livello di singola istituzione scolastica;
d) modalità per la costituzione di una commissione bilaterale incaricata dell’assistenza,
supporto e monitoraggio delle relazioni sindacali sul territorio regionale.
5. Il direttore regionale, nelle materie di cui al comma 3, deve formalizzare la propria proposta
contrattuale entro termini congrui con l’inizio dell’anno scolastico, e, in ogni caso, entro i
successivi dieci giorni lavorativi decorrenti dall’inizio delle trattative.
6. La contrattazione integrativa si svolge alle condizioni previste dagli artt. 40 e 40 bis del
decreto legislativo n. 165/2001. La verifica sulla compatibilità dei costi della contrattazione
collettiva integrativa si attua ai sensi dell’art. 48 del D.lgs. n.165/2001.
Entro i primi 10 giorni di negoziato le parti non assumono iniziative unilaterali nè procedono ad
azioni dirette.
Decorsi ulteriori 20 giorni dall’inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive
prerogative e libertà di iniziativa, nell’ambito della vigente disciplina contrattuale.
ART.5 – PARTECIPAZIONE
1.Le forme di partecipazione sindacale si svolgono al livello istituzionale competente per
materia.
L’Amministrazione scolastica nazionale e regionale, con cadenza almeno annuale e nell’ambito
delle proprie autonome e distinte responsabilità, fornisce informazioni preventive e la relativa
documentazione cartacea e/o informatica necessaria sulle seguenti materie, ai soggetti
identificati all’articolo 7;
a) formazione in servizio, aggiornamento, autoaggiornamento e piani di riconversione del
personale in relazione alle situazioni di esubero;
b) criteri per la definizione e la distribuzione degli organici di tutto il personale;
c) modalità organizzative per l’assunzione del personale a tempo determinato e
indeterminato;
d) documenti di previsione di bilancio relativi alle spese per il personale;
e) operatività di nuovi sistemi informativi o di modifica dei sistemi preesistenti concernenti
i servizi amministrativi e di supporto dell’attività scolastica;
f) dati generali sullo stato dell’occupazione degli organici e di utilizzazione del personale;
g) strumenti e metodologie per la valutazione della produttività ed efficacia qualitativa del
sistema scolastico, anche in rapporto alle sperimentazioni in atto;
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h) andamento generale della mobilità;
i) esiti dei monitoraggi effettuati dall’Amministrazione;
j) accesso all’intranet scolastico per le informazioni di cui sono titolari le OO.SS. ai sensi
del relativo CCNQ;
k) informazione sulle risorse globali assegnate alle scuole per il loro funzionamento.
2. Su ciascuna delle materie previste al comma 1 e sulle linee essenziali di indirizzo in materia
di gestione della organizzazione scolastica, le OO.SS. firmatarie del presente CCNL possono
richiedere, nel termine di due giorni lavorativi dal ricevimento dell’informazione, che sia
attivato un tavolo di concertazione. Questo sarà aperto dall’Amministrazione nel termine di
cinque giorni lavorativi successivi alla ricezione della richiesta di concertazione, e dovrà in ogni
caso chiudersi nel termine perentorio di sette giorni lavorativi dall’apertura.
ART.6 – RELAZIONI A LIVELLO DI ISTITUZIONE SCOLASTICA
1. A livello di ogni istituzione scolastica ed educativa, in coerenza con l’autonomia della stessa
e nel rispetto delle competenze del dirigente scolastico e degli organi collegiali, le relazioni
sindacali si svolgono con le modalità previste dal presente articolo.
2. Sono materie di informazione preventiva annuale le seguenti:
a) proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola;
b) piano delle risorse complessive per il salario accessorio, ivi comprese quelle di fonte non
contrattuale;
c) criteri di attuazione dei progetti nazionali, europei e territoriali;
d) criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento;
e) utilizzazione dei servizi sociali;
f) criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da
specifiche disposizioni legislative, nonchè da convenzioni, intese o accordi di
programma stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall’Amministrazione scolastica
periferica con altri enti e istituzioni;
g) tutte le materie oggetto di contrattazione;
Sono materie di contrattazione integrativa le seguenti:
h) modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell’offerta
formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in
relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale
medesimo;
i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni
staccate e ai plessi, ricadute sull’organizzazione del lavoro e del servizio derivanti
dall’intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica. Ritorni
pomeridiani;
j) criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, nonché determinazione dei
contingenti di personale previsti dall’accordo sull’attuazione della legge n. 146/1990,
così come modificata e integrata dalla legge n.83/2000;
k) attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
l) i criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto e per l’attribuzione dei
compensi accessori, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del d.lgs. n. 165/2001, al personale
docente, educativo ed ATA, compresi i compensi relativi ai progetti nazionali e
comunitari;
m) criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del
personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per l’individuazione del personale
docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto;
Il dirigente scolastico, nelle materie di cui sopra, deve formalizzare la propria proposta
contrattuale entro termini congrui con l’inizio dell’anno scolastico, e, in ogni caso, entro i
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successivi dieci giorni lavorativi decorrenti dall’inizio delle trattative. Queste ultime devono
comunque iniziare non oltre il 15 settembre.
La contrattazione di cui sopra si svolge con cadenza annuale. Le parti possono prorogare,
anche tacitamente, l’accordo già sottoscritto.
Se le Parti non giungono alla sottoscrizione del contratto entro il successivo 30 novembre,
le questioni controverse potranno dalle Parti medesime essere sottoposte alla commissione
di cui all’art.4, comma 4, lettera d), che fornirà la propria assistenza.
Sono materia di informazione successiva le seguenti:
n) nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il fondo di
istituto;
o) verifica dell’attuazione della contrattazione collettiva integrativa d’istituto sull’utilizzo
delle risorse.
3. Le informazioni previste dal presente articolo sono fornite nel corso di appositi incontri,
unitamente alla relativa documentazione.
4. Sulle materie che incidono sull’ordinato e tempestivo avvio dell’anno scolastico tutte le
procedure previste dal presente articolo debbono concludersi nei termini stabiliti dal direttore
generale regionale per le questioni che incidono sull’assetto organizzativo e, per le altre, nei
tempi congrui per assicurare il tempestivo ed efficace inizio delle lezioni.
I compensi per le attività svolte e previste dal contratto integrativo vigente sono erogate entro
il 31 agosto.
5. Fermo restando il principio dell’autonomia negoziale e nel quadro di un sistema di relazioni
sindacali improntato ai criteri di comportamento richiamati di correttezza, di collaborazione e di
trasparenza, e fatto salvo quanto previsto dal precedente comma, decorsi venti giorni
dall’inizio effettivo delle trattative, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di
iniziativa.
6. I revisori effettuano il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva
integrativa con i vincoli di bilancio e la relativa certificazione degli oneri, secondo i principi di
cui all’art. 48 del d.lgs. n.165/2001. A tal fine, l’ipotesi di contratto collettivo integrativo
definita dalla delegazione trattante è inviata dal dirigente scolastico per il controllo, entro 5
giorni, corredata dall’apposita relazione illustrativa tecnico finanziaria. Trascorsi 30 giorni senza
rilievi, il contratto collettivo integrativo viene definitivamente stipulato e produce i conseguenti
effetti. Eventuali rilievi ostativi sono tempestivamente portati a conoscenza delle organizzazioni
sindacali di cui al successivo art.7, ai fini della riapertura della contrattazione.
ART.7 – COMPOSIZIONE DELLE DELEGAZIONI
1. Le delegazioni trattanti sono costituite come segue:
I – A livello di amministrazione:
a) Per la parte pubblica:
-dal titolare del potere di rappresentanza o da un suo delegato;
– da una rappresentanza dei dirigenti titolari degli uffici direttamente interessati alla trattativa.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria firmatarie del
presente CCNL.
II – A livello di ufficio scolastico regionale:
a) Per la parte pubblica:
– dal dirigente titolare del potere di rappresentanza dell’amministrazione nell’ambito dell’ufficio
o da un suo delegato. L’amministrazione può avvalersi del supporto di personale di propria
scelta.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del
presente CCNL.
III -A livello di istituzione scolastica:
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a) Per la parte pubblica:
-dal dirigente scolastico.
b) Per le organizzazioni sindacali:
– dalla R.S.U. e dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria
firmatarie del presente CCNL, come previsto dall’Accordo quadro 7-8-1998 sulla costituzione
della RSU.
2. Il MPI può avvalersi, nella contrattazione collettiva integrativa nazionale, dell’assistenza
dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.Ra.N.).
ART.8 – ASSEMBLEE
1. I dipendenti hanno diritto a partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali,
in idonei locali sul luogo di lavoro concordati con la parte datoriale pubblica, per n. 10 ore
pro capite in ciascun anno scolastico, senza decurtazione della retribuzione.
2. In ciascuna scuola e per ciascuna categoria di personale (ATA e docenti) non possono essere
tenute più di due assemblee il mese.
3. Le assemblee che riguardano la generalità dei dipendenti o gruppi di essi sono indette con
specifico ordine del giorno:
a) singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali
rappresentative nel comparto ai sensi dell’art. 1, comma 5, del CCNQ del 9 agosto 2000
sulle prerogative sindacali;
b) dalla R.S.U. nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità dell’art.
8, comma 1, dell’accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7 agosto 1998;
c) dalla RSU congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del
comparto ai sensi dell’art. 1, comma 5, del CCNQ del 9 agosto 2000 sulle prerogative
sindacali.
4. Le assemblee coincidenti con l’orario di lezione si svolgono all’inizio o al termine delle
attività didattiche giornaliere di ogni scuola interessata all’assemblea. Le assemblee del
personale ATA possono svolgersi in orario non coincidente con quello delle assemblee del
personale docente, comprese le ore intermedie del servizio scolastico.
5. Negli istituti di educazione, le assemblee possono svolgersi in orario diverso da quello
previsto dal comma precedente, secondo le modalità stabilite con le procedure di cui all’art.6 e
con il vincolo di osservanza del minor disagio possibile per gli alunni.
6. Ciascuna assemblea può avere una durata massima di 2 ore se si svolge a livello di singola
istituzione scolastica o educativa nell’ambito dello stesso comune. La durata massima delle
assemblee territoriali è definita in sede di contrattazione integrativa regionale, in modo da
tener conto dei tempi necessari per il raggiungimento della sede di assemblea e per il ritorno
alla sede di servizio, sempre nei limiti di cui al comma 1 del presente articolo.
7. La convocazione dell’assemblea, la durata, la sede e l’eventuale partecipazione di dirigenti
sindacali esterni sono rese note dai soggetti sindacali promotori almeno 6 giorni prima, con
comunicazione scritta, fonogramma, fax o e-mail, ai dirigenti scolastici delle scuole o istituzioni
educative interessate all’assemblea.
La comunicazione deve essere affissa, nello stesso giorno in cui è pervenuta, all’albo
dell’istituzione scolastica o educativa interessata, comprese le eventuali sezioni staccate o
succursali. Alla comunicazione va unito l’ordine del giorno. Nel termine delle successive
quarantotto ore, altri organismi sindacali, purché ne abbiano diritto, possono presentare
richiesta di assemblea per la stessa data e la stessa ora concordando un’unica assemblea
congiunta o – nei limiti consentiti dalla disponibilità di locali – assemblee separate. La
comunicazione definitiva relativa all’assemblea – o alle assemblee – di cui al presente comma
va affissa all’albo dell’istituzione prescelta entro il suddetto termine di quarantotto ore,
dandone comunicazione alle altre sedi.
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8. Contestualmente all’affissione all’albo, il dirigente scolastico ne farà oggetto di avviso,
mediante circolare interna, al personale interessato all’assemblea al fine di raccogliere la
dichiarazione individuale di partecipazione espressa in forma scritta del personale in servizio
nell’orario dell’assemblea. Tale dichiarazione fa fede ai fini del computo del monte ore
individuale ed è irrevocabile.
9. Il dirigente scolastico:
a) per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale docente sospende le attività didattiche
delle sole classi, o sezioni di scuola dell’infanzia, i cui docenti hanno dichiarato di partecipare
all’assemblea, avvertendo le famiglie interessate e disponendo gli eventuali adattamenti di
orario, per le sole ore coincidenti con quelle dell’assemblea, del personale che presta regolare
servizio;
b) per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA, se la partecipazione è totale,
stabilirà, con la contrattazione d’istituto, la quota e i nominativi del personale tenuto ad
assicurare i servizi essenziali relativi alla vigilanza agli ingressi alla scuola, al centralino e ad
altre attività indifferibili coincidenti con l’assemblea sindacale.
10. Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore concomitanti con lo svolgimento
degli esami e degli scrutini finali.
11. Per il personale docente, quanto previsto dai commi 1, 3, e 8 si applica anche nel caso di
assemblee indette in orario di servizio per attività funzionali all’insegnamento.
12. Per le riunioni di scuola e territoriali indette al di fuori dell’orario di servizio del personale si
applica il comma 3 del presente articolo, fermo restando l’obbligo da parte dei soggetti
sindacali di concordare con i dirigenti scolastici l’uso dei locali e la tempestiva affissione all’albo
da parte del dirigente scolastico della comunicazione riguardante l’assemblea.
13. Per quanto non previsto e modificato dal presente articolo restano ferme la disciplina del
diritto di assemblea prevista dall’art. 2 del CCNQ 7 agosto 1998 e le modalità di utilizzo dei
distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali.
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CAPO III – NORME COMUNI
ART.9 – MISURE INCENTIVANTI PER PROGETTI RELATIVI ALLE AREE A RISCHIO, A
FORTE PROCESSO IMMIGRATORIO E CONTRO L’EMARGINAZIONE SCOLASTICA
1. Le Parti affermano il comune impegno ad incentivare la scolarizzazione ed il raggiungimento
di buoni esiti formativi nelle aree a rischio e a forte processo immigratorio.
2. A tale scopo ogni direttore regionale stipulerà, entro i termini di cui all’art.4, comma 3,
lettera b, apposito contratto integrativo regionale con le OO.SS. firmatarie del presente CCNL
per indicare i criteri di utilizzo da parte delle scuole del fondo accreditato dal Ministero per le
aree a rischio, a forte processo immigratorio e per la dispersione scolastica, la durata dei
progetti, gli obiettivi di lotta all’emarginazione scolastica da conseguire e i sistemi di
rilevazione dei risultati da comunicare al MPI e alle OO.SS, favorendo la pluralità e la diffusione
delle esperienze sul territorio.
3. Le scuole, con riferimento allo specifico contesto territoriale di rischio, accedono ai fondi in
questione anche consorziandosi in rete, e comunque privilegiando la dimensione territoriale
dell’area. A tal fine saranno elaborati progetti finalizzati al recupero dell’insuccesso scolastico
anche con l’ampliamento dell’offerta formativa.
4. I compensi per il personale coinvolto nelle attività di cui al presente articolo saranno definiti
in sede di contrattazione d’istituto, sulla base dei criteri generali assunti in sede di
contrattazione regionale.
ART.10 – MOBILITA’ TERRITORIALE,
PROFESSIONALE E INTERCOMPARTI-MENTALE
1. I criteri e le modalità per attuare la mobilità territoriale, professionale e
intercompartimentale, nonché i processi di riconversione anche attraverso la previsione di
specifici momenti formativi, del personale di cui al presente contratto vengono definiti in sede
di contrattazione integrativa nazionale, al fine di rendere più agevole la fruizione di questi
istituti da parte dei lavoratori, che ne conservano comunque il diritto individuale. La mobilità
professionale del personale della scuola ha come fine non solo superare o prevenire il
soprannumero, ma anche valorizzare le esperienze acquisite dal personale, sostenere lo
scambio di esperienze nel sistema scolastico e del lavoro pubblico.
2. In tale sede saranno definiti modalità e criteri per le verifiche periodiche sugli effetti degli
istituti relativi alla mobilità territoriale, al fine di apportare, con contrattazione nazionale
integrativa, i conseguenti adattamenti degli stessi istituti.
3. Analogamente si procederà per la contrattazione relativa alla utilizzazione del personale.
4. A sostegno dei processi di innovazione, che esigono un equilibrio dinamico tra le esigenze
del sistema scolastico e le aspettative del personale, la mobilità professionale è finalizzata a:
a) promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle professionalità esistenti;
b) promuovere la stessa mobilità professionale ai fini del riassorbimento delle eccedenze di
personale.
Ciò si può realizzare anche attraverso:
– specifici percorsi formativi di riqualificazione e riconversione professionale mirati
all’assegnazione di posti di lavoro vacanti;
– rimborso spese, da erogare anche in misura forfetaria, per l’effettiva frequenza dei relativi
corsi;
– indennità forfetaria di prima sistemazione;
– incentivazione al conseguimento di titoli di studio ed alla integrazione dei percorsi
universitari, utili ai fini del reimpiego.
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5. La mobilità professionale a domanda nell’ambito del comparto si attua sulla base della
previsione del fabbisogno di risorse professionali, mediante la programmazione delle iniziative
di formazione, riqualificazione e riconversione in ambito provinciale o regionale, rivolta, con
priorità, al personale appartenente a classi di concorso, aree disciplinari, ruoli, aree e profili
professionali in situazione di esubero. E’ assicurata la necessaria informazione al personale per
il pieno esercizio del diritto alla formazione.
6. Il personale che ha frequentato i corsi di cui al precedente comma conseguendo il titolo
richiesto è tenuto ad accettare la sede assegnata, a domanda o d’ufficio, nella procedura di
mobilità relativa al tipo di posto o cattedra per il quale ha frequentato il corso.
7. La formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale di cui sopra è altresì
orientata verso le esigenze emergenti dall’attuazione dell’autonomia scolastica, con
l’individuazione di specifiche competenze e profili professionali innovativi connessi allo sviluppo
dell’educazione permanente e degli adulti, al potenziamento della ricerca, sperimentazione,
documentazione e aggiornamento educativo, alla prevenzione e recupero della dispersione
scolastica e degli insuccessi formativi, all’espansione dell’istruzione e formazione integrata
post-secondaria, nonché al rafforzamento dell’efficienza organizzativa e amministrativa delle
istituzioni scolastiche ed educative.
8. Sulla base di accordi promossi dal MPI con altre Amministrazioni ed Enti pubblici si procede
alla mobilità intercompartimentale a domanda, previa definizione, nella contrattazione
integrativa nazionale, di criteri e modalità per l’individuazione del personale da trasferire; la
contrattazione integrativa prevederà anche le modalità di informazione sulle posizioni di lavoro
disponibili e sui connessi aspetti retributivi, sulle indennità di prima sistemazione e sul
rimborso delle spese di trasferimento sostenute.
9. Nei confronti del personale che abbia fruito di percorsi di mobilità professionale anche a
seguito di procedure concorsuali è applicabile l’istituto della restituzione al ruolo di
provenienza, su posto disponibile in tale ruolo, a domanda o, nel caso di verificato esito
negativo della prestazione lavorativa, d’ufficio. Sono, comunque, fatte salve le norme sul
periodo di prova, ove previsto, nonché la competenza degli organi individuali o collegiali cui è
demandata la formulazione di pareri obbligatori e l’adozione dei conseguenti provvedimenti.
10. Ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo n. 165/2001, il personale docente utilizzato, a
domanda o d’ufficio, ivi compresa l’assegnazione provvisoria, in altro tipo di cattedra o posto,
ha diritto all’eventuale trattamento economico superiore, rispetto a quello di titolarità, previsto
per detto tipo di cattedra o posto. La maggiore retribuzione è corrisposta per il periodo di
utilizzazione, in misura corrispondente a quella cui l’interessato avrebbe avuto titolo se avesse
ottenuto il passaggio alla cattedra o posto di utilizzazione.
In caso di utilizzazione parziale, la corresponsione avrà luogo in rapporto proporzionale con
l’orario settimanale d’obbligo.
11. Il servizio non di ruolo di cui agli articoli 485 e 569 del d.lgs. n.297/94 e successive
modifiche è riconoscibile per intero ai fini della mobilità a domanda, sia compartimentale che
intercompartimentale.
ART.11 – PARI OPPORTUNITÀ
1. Al fine di consentire una reale parità uomini-donne, è istituito, presso il MPI il Comitato pari
opportunità con il compito di proporre misure adatte a creare effettive condizioni di pari
opportunità, secondo i principi definiti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125, con particolare
riferimento all’art. 1. Il Comitato è costituito da una persona designata da ciascuna delle
organizzazioni sindacali di comparto firmatarie del presente CCNL e da un pari numero di
rappresentanti dell’amministrazione. Il presidente del Comitato è nominato dal Ministro
dell’IUR e designa un vicepresidente. Per ogni componente effettivo è previsto un componente
supplente.
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2. Il Comitato svolge i seguenti compiti:
a) raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che l’amministrazione è
tenuta a fornire;
b) formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della
contrattazione integrativa;
c) c) promozione di iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per
l’affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone nonchè a realizzare azioni
positive, ai sensi della legge n. 125/1991.
3. Nell’ambito dei vari livelli di relazioni sindacali devono essere sentite le proposte formulate
dal Comitato pari opportunità, per ciascuna delle materie sottoindicate, al fine di prevedere
misure che favoriscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo
professionale delle lavoratrici:
o percorsi di formazione mirata del personale sulla cultura delle pari opportunità in
campo formativo, con particolare riferimento ai progetti per l’orientamento
scolastico, alla riformulazione dei contenuti d’insegnamento, al superamento
degli stereotipi nei libri di testo, alle politiche di riforma;
o azioni positive, con particolare riferimento alle condizioni di accesso ai corsi di
formazione e aggiornamento e all’attribuzione d’incarichi o funzioni più
qualificate;
o iniziative volte a prevenire o reprimere molestie sessuali nonché pratiche
discriminatorie in generale;
o flessibilità degli orari di lavoro;
o fruizione del part-time;
o processi di mobilità.
4. L’amministrazione assicura l’operatività del Comitato e garantisce tutti gli strumenti idonei e
le risorse necessarie al suo funzionamento in applicazione dell’art. 17 del decreto legislativo 29
ottobre 1998, n°387. In particolare, valorizza e pubblicizza con ogni mezzo, nell’ambito
lavorativo, i risultati del lavoro svolto dallo stesso. Il Comitato è tenuto a svolgere una
relazione annuale sulle condizioni delle lavoratrici della scuola, di cui deve essere data la
massima pubblicizzazione.
5. Il Comitato per le pari opportunità rimane in carica per la durata di un quadriennio e
comunque fino alla costituzione del nuovo. I componenti del Comitato possono essere rinnovati
nell’incarico per un solo mandato.
6. A livello di Amministrazione scolastica regionale, su richiesta delle organizzazioni sindacali
abilitate alla contrattazione integrativa, possono essere costituiti appositi comitati entro 60
giorni dall’entrata in vigore del presente contratto, con composizione e compiti analoghi a
quello nazionale dei quali deve essere assicurato il funzionamento da parte delle Direzioni
regionali. Il Presidente è nominato dal Direttore regionale.
ART.12 – CONGEDI PARENTALI
1. Al personale dipendente si applicano le vigenti disposizioni in materia di tutela della
maternità contenute nel D. L.gs. n. 151/2001.
2. Nel periodo di astensione obbligatoria, ai sensi degli articoli 16 e 17 del D. Lgs. n.
151/2001 alla lavoratrice o al lavoratore, anche nell’ipotesi di cui all’art. 28 dello stesso
decreto, spetta l’intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di salario accessorio fisse e
ricorrenti che competono nei casi di malattia superiore a 15 giorni consecutivi o in caso di
ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, secondo la
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disciplina di cui all’art. 17, comma 8. Durante il medesimo periodo di astensione, tale periodo è
da considerarsi servizio effettivamente prestato anche per quanto concerne l’eventuale proroga
dell’incarico di supplenza.
3. In caso di parto prematuro, alle lavoratrici spettano comunque i mesi di astensione
obbligatoria. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso
una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante
periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il restante periodo ante-parto non fruito,
possano decorrere in tutto o in parte dalla data di effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta
è accolta qualora sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le
condizioni di salute della lavoratrice consentono il rientro al lavoro. Alla lavoratrice rientrata al
lavoro spettano in ogni caso i periodi di riposo di cui all’art. 39 del D. Lgs. n. 151/2001.
4. Nell’ambito del periodo di astensione dal lavoro previsto dall’art. 32 , comma 1, lett. a)
del D. Lgs. n. 151/2001, per le lavoratrici madri o in alternativa per i lavoratori padri, i primi
trenta giorni, computati complessivamente per entrambi i genitori e fruibili anche in modo
frazionato, non riducono le ferie, sono valutati ai fini dell’anzianità di servizio e sono retribuiti
per intero, con esclusione dei compensi per lavoro straordinario e le indennità per prestazioni
disagiate, pericolose o dannose per la salute.
5. Successivamente al periodo di astensione di cui al comma 2 e sino al compimento del
terzo anno di vita del bambino, nei casi previsti dall’art. 47, comma 1, del D. L.gs. n.
151/2001, alle lavoratrici madri ed ai lavoratori padri sono riconosciuti trenta giorni per
ciascun anno di età del bambino, computati complessivamente per entrambi i genitori, di
assenza retribuita secondo le modalità indicate nello stesso comma 2. Ciascun genitore,
alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi
l’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni.
6. I periodi di assenza di cui ai precedenti commi 4 e 5, nel caso di fruizione continuativa,
comprendono anche gli eventuali giorni festivi che ricadano all’interno degli stessi. Tale
modalità di computo trova applicazione anche nel caso di fruizione frazionata, ove i diversi
periodi di assenza non siano intervallati dal ritorno al lavoro del lavoratore o della lavoratrice.
7. Ai fini della fruizione, anche frazionata, dei periodi di astensione dal lavoro, di cui all’art.
32, comma 1, del D. Lgs. n.151/2001, la lavoratrice madre o il lavoratore padre presentano la
relativa domanda, con l’indicazione della durata, all’ufficio di appartenenza di norma quindici
giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione. La domanda può essere inviata
anche per mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento purché sia assicurato comunque il
rispetto del termine minimo di quindici giorni. Tale disciplina trova applicazione anche nel caso
di proroga dell’originario periodo di astensione.
8. In presenza di particolari e comprovate situazioni personali che rendano impossibile il
rispetto della disciplina di cui al precedente comma 7, la domanda può essere presentata entro
le quarantotto ore precedenti l’inizio del periodo di astensione dal lavoro.
ART.13 – FERIE
1. Il dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato ha diritto, per ogni anno di
servizio, ad un periodo di ferie retribuito. Durante tale periodo al dipendente spetta la normale
retribuzione, escluse le indennità previste per prestazioni di lavoro aggiuntivo o straordinario e
quelle che non siano corrisposte per dodici mensilità.
2. La durata delle ferie è di 32 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dall’art.
1, comma 1, lett. a), della legge 23 dicembre 1977, n. 937.
3. I dipendenti neo-assunti nella scuola hanno diritto a 30 giorni lavorativi di ferie comprensivi
delle due giornate previste dal comma 2.
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4. Dopo 3 anni di servizio, a qualsiasi titolo prestato, ai dipendenti di cui al comma 3 spettano i
giorni di ferie previsti dal comma 2.
5. Nell’ipotesi che il POF d’istituto preveda la settimana articolata su cinque giorni di attività,
per il personale ATA il sesto è comunque considerato lavorativo ai fini del computo delle ferie e
i giorni di ferie goduti per frazioni inferiori alla settimana vengono calcolati in ragione di 1,2
per ciascun giorno.
6. Nell’anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in
proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La frazione di mese superiore a quindici giorni
è considerata a tutti gli effetti come mese intero.
7. Il dipendente che ha usufruito dei permessi retribuiti di cui all’art. 15 conserva il diritto alle
ferie.
8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, salvo quanto previsto nel
comma 15. Esse devono essere richieste dal personale docente e ATA al dirigente scolastico.
9. Le ferie devono essere fruite dal personale docente durante i periodi di sospensione delle
attività didattiche; durante la rimanente parte dell’anno, la fruizione delle ferie è consentita al
personale docente per un periodo non superiore a sei giornate lavorative. Per il personale
docente la fruibilità dei predetti sei giorni è subordinata alla possibilità di sostituire il personale
che se ne avvale con altro personale in servizio nella stessa sede e, comunque, alla condizione
che non vengano a determinarsi oneri aggiuntivi anche per l’eventuale corresponsione di
compensi per ore eccedenti, salvo quanto previsto dall’art. 15, comma 2.
10. In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere
personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel
corso dell’anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a
tempo indeterminato, entro l’anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell’attività
didattica.
In analoga situazione, il personale A.T.A. fruirà delle ferie non godute di norma non oltre il
mese di aprile dell’anno successivo, sentito il parere del DSGA.
11. Compatibilmente con le esigenze di servizio, il personale A.T.A. può frazionare le ferie in
più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni
prestabiliti, assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi
di riposo nel periodo 1 luglio-31 agosto.
12. Qualora le ferie già in godimento siano interrotte o sospese per motivi di servizio, il
dipendente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per
quello di ritorno al luogo di svolgimento delle ferie medesime. Il dipendente ha, inoltre, diritto
al rimborso delle spese sostenute per il periodo di ferie non goduto.
13. Le ferie sono sospese da malattie adeguatamente e debitamente documentate che abbiano
dato luogo a ricovero ospedaliero o si siano protratte per più di 3 giorni. L’Amministrazione
deve essere posta in grado, attraverso una tempestiva comunicazione, di compiere gli
accertamenti dovuti.
14. Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o per assenze parzialmente
retribuite, anche se tali assenze si siano protratte per l’intero anno scolastico.
15. All’atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non
siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo
determinato che indeterminato.
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ART.14 – FESTIVITÀ
1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni
previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. E’ altresì considerata giorno festivo la
ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente
in giorno lavorativo.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell’anno scolastico
cui si riferiscono e, in ogni caso, dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il
termine delle lezioni e degli esami e l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, ovvero
durante i periodi di sospensione delle lezioni.
ART.15 – PERMESSI RETRIBUITI
1. Il dipendente della scuola con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ha diritto, sulla
base di idonea documentazione anche autocertificata, a permessi retribuiti per i seguenti casi:
– partecipazione a concorsi od esami: gg. 8 complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli
eventualmente richiesti per il viaggio;
– lutti per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di soggetto componente la
famiglia anagrafica o convivente stabile e di affini di primo grado: gg. 3 per evento, anche non
continuativi.
I permessi sono erogati a domanda, da presentarsi al dirigente scolastico da parte del
personale docente ed ATA.
2. Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso
retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per
gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di
attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale
norma.
3. Il dipendente ha, altresì, diritto ad un permesso retribuito di quindici giorni consecutivi in
occasione del matrimonio, con decorrenza indicata dal dipendente medesimo ma comunque
fruibili da una settimana prima a due mesi successivi al matrimonio stesso.
4. I permessi dei commi 1, 2 e 3 possono essere fruiti cumulativamente nel corso di ciascun
anno scolastico, non riducono le ferie e sono valutati agli effetti dell’anzianità di servizio.
5. Durante i predetti periodi al dipendente spetta l’intera retribuzione, esclusi i compensi per
attività aggiuntive e le indennità di direzione, di lavoro notturno/festivo, di bilinguismo e di
trilinguismo.
6. I permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 sono retribuiti
come previsto dall’art. 2, comma 3 ter, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito
dalla legge 27 ottobre 1993 n. 423, e non sono computati ai fini del raggiungimento del limite
fissato dai precedenti commi nè riducono le ferie; essi devono essere possibilmente fruiti dai
docenti in giornate non ricorrenti.
7. Il dipendente ha diritto, inoltre, ove ne ricorrano le condizioni, ad altri permessi retribuiti
previsti da specifiche disposizioni di legge.
ART.16 – PERMESSI BREVI
1. Compatibilmente con le esigenze di servizio, al dipendente con contratto a tempo
indeterminato e al personale con contratto a tempo determinato, sono attribuiti, per esigenze
personali e a domanda, brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero
individuale di servizio e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore.
Per il personale docente i permessi brevi si riferiscono ad unità minime che siano orarie di
lezione.
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2. I permessi complessivamente fruiti non possono eccedere 36 ore nel corso dell’anno
scolastico per il personale A.T.A.; per il personale docente il limite corrisponde al rispettivo
orario settimanale di insegnamento.
3. Entro i due mesi lavorativi successivi a quello della fruizione del permesso, il dipendente è
tenuto a recuperare le ore non lavorate in una o più soluzioni in relazione alle esigenze di
servizio.
Il recupero da parte del personale docente avverrà prioritariamente con riferimento alle
supplenze o allo svolgimento di interventi didattici integrativi, con precedenza nella classe
dove avrebbe dovuto prestare servizio il docente in permesso.
4. Nei casi in cui non sia possibile il recupero per fatto imputabile al dipendente,
l’Amministrazione provvede a trattenere una somma pari alla retribuzione spettante al
dipendente stesso per il numero di ore non recuperate.
5. Per il personale docente l’attribuzione dei permessi è subordinata alla possibilità della
sostituzione con personale in servizio.
ART.17 – ASSENZE PER MALATTIA
1. Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di
diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute
all’ultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.
2. Superato il periodo previsto dal comma 1, al lavoratore che ne faccia richiesta è concesso di
assentarsi per un ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, senza diritto ad
alcun trattamento retributivo.
3. Prima di concedere su richiesta del dipendente l’ulteriore periodo di assenza di cui al comma
2 l’amministrazione procede all’accertamento delle sue condizioni di salute, per il tramite del
competente organo sanitario ai sensi delle vigenti disposizioni, al fine di stabilire la sussistenza
di eventuali cause di assoluta e permanente inidoneità fisica a svolgere qualsiasi proficuo
lavoro.
4. Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, oppure nel caso che,
a seguito dell’accertamento disposto ai sensi del comma 3, il dipendente sia dichiarato
permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, l’amministrazione può
procedere, salvo quanto previsto dal successivo comma 5, alla risoluzione del rapporto
corrispondendo al dipendente l’indennità sostitutiva del preavviso.
5. Il personale docente dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute può a
domanda essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua
preparazione culturale e professionale. Tale utilizzazione è disposta dal Direttore regionale
sulla base di criteri definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale.
6. I periodi di assenza per malattia, salvo quelli previsti dal comma 2 del presente articolo, non
interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
7. Sono fatte salve le vigenti disposizioni di legge a tutela degli affetti da TBC, nonché quanto
previsto dalla legge 26 giugno 1990, n. 162 e dal D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.
8. Il trattamento economico spettante al dipendente, nel caso di assenza per malattia nel
triennio di cui al comma 1, è il seguente:
a) intera retribuzione fissa mensile, ivi compresa la retribuzione professionale docenti
ed il compenso individuale accessorio, con esclusione di ogni altro compenso
accessorio, comunque denominato, per i primi nove mesi di assenza.
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Nell’ambito di tale periodo per le malattie superiori a 15 gg. lavorativi o in caso di
ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al
dipendente compete anche ogni trattamento economico accessorio a carattere fisso
e continuativo;
b) 90% della retribuzione di cui alla lett. a) per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50% della retribuzione di cui alla lett. a) per gli ulteriori 6 mesi del periodo di
conservazione del posto previsto nel comma 1.
9. In caso di gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente
invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8
del presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di
assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti di
assenza spetta l’intera retribuzione.
10. L’assenza per malattia, salva l’ipotesi di comprovato impedimento, deve essere comunicata
all’istituto scolastico o educativo in cui il dipendente presta servizio, tempestivamente e
comunque non oltre l’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso
di eventuale prosecuzione di tale assenza.
11. Il dipendente, salvo comprovato impedimento, è tenuto a recapitare o spedire a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento il certificato medico di giustificazione dell’assenza con
indicazione della sola prognosi entro i cinque giorni successivi all’inizio della malattia o alla
eventuale prosecuzione della stessa, comunicando per le vie brevi la presumibile durata della
prognosi. Qualora tale termine scada in giorno festivo esso è prorogato al primo giorno
lavorativo successivo.
12. L’istituzione scolastica o educativa, oppure l’amministrazione di appartenenza o di servizio
può disporre, sin dal primo giorno, il controllo della malattia, ai sensi delle vigenti disposizioni
di legge, attraverso il competente organo sanitario. Il controllo non è disposto se il dipendente
è ricoverato in strutture ospedaliere, pubbliche o private.
13. Il dipendente, che durante l’assenza, per particolari motivi, dimori in luogo diverso da
quello di residenza o del domicilio dichiarato all’amministrazione deve darne immediata
comunicazione, precisando l’indirizzo dove può essere reperito.
14. Il dipendente assente per malattia, pur in presenza di espressa autorizzazione del medico
curante ad uscire, è tenuto a farsi trovare nel domicilio comunicato all’amministrazione, in
ciascun giorno, anche se domenicale o festivo, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore
19.
15. La permanenza del dipendente nel proprio domicilio durante le fasce orarie come sopra
definite può essere verificata nell’ambito e nei limiti delle vigenti disposizioni di legge.
16. Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo
comunicato per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati
motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva
comunicazione all’amministrazione con l’indicazione della diversa fascia oraria di reperibilità da
osservare.
17. Nel caso in cui l’infermità sia causata da colpa di un terzo, il risarcimento del danno da
mancato guadagno effettivamente liquidato da parte del terzo responsabile – qualora
comprensivo anche della normale retribuzione – è versato dal dipendente all’amministrazione
fino a concorrenza di quanto dalla stessa erogato durante il periodo di assenza ai sensi del
comma 8, lettere a), b) e c), compresi gli oneri riflessi inerenti. La presente disposizione non
pregiudica l’esercizio, da parte dell’amministrazione, di eventuali azioni dirette nei confronti del
terzo responsabile.
21
18. Le disposizioni di cui al presente articolo sono comunque adottate nel rispetto dell’art. 35
della legge 27.12.2002, n.289 e successive modifiche.
ART.18 – ASPETTATIVA PER MOTIVI
DI FAMIGLIA, DI LAVORO, PERSONALI E DI STUDIO
1. L’aspettativa per motivi di famiglia o personali continua ad essere regolata dagli artt. 69 e
70 del T.U. approvato con D.P.R. n. 3 del 10 gennaio 1957 e dalle leggi speciali che a tale
istituto si richiamano. L’aspettativa è erogata dal dirigente scolastico al personale docente ed
ATA.
L’aspettativa è erogata anche ai docenti di religione cattolica di cui all’art. 3, comma 6 e 7 del
D.P.R. n. 399/1988, ed al personale di cui al comma 3 dell’art. 19 del presente CCNL,
limitatamente alla durata dell’incarico.
2. Ai sensi della predetta norma il dipendente può essere collocato in aspettativa anche per
motivi di studio, ricerca o dottorato di ricerca. Per gli incarichi e le borse di studio resta in
vigore l’art. 453 del D.P.R. n. 297 del 1994.
3. Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno scolastico senza
assegni per realizzare, l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo
di prova.
ART.19 – FERIE, PERMESSI ED ASSENZE
DEL PERSONALE ASSUNTO A TEMPO DETERMINATO
1. Al personale assunto a tempo determinato, al personale di cui all’art. 3, comma 6, del
D.P.R. n. 399 del 1988 e al personale non licenziabile di cui agli artt. 43 e 44 della legge 20
maggio 1982 n. 270, si applicano, nei limiti della durata del rapporto di lavoro, le disposizioni
in materia di ferie, permessi ed assenze stabilite dal presente contratto per il personale
assunto a tempo indeterminato, con le precisazioni di cui ai seguenti commi.
2. Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato.
Qualora la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato sia tale da non consentire la
fruizione delle ferie maturate, le stesse saranno liquidate al termine dell’anno scolastico e
comunque dell’ultimo contratto stipulato nel corso dell’anno scolastico. La fruizione delle ferie
nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell’anno scolastico non è obbligatoria.
Pertanto, per il personale docente a tempo determinato che, durante il rapporto di impiego,
non abbia chiesto di fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni, si dà luogo
al pagamento sostitutivo delle stesse al momento della cessazione del rapporto.
3. Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l’intero anno
scolastico o fino al termine delle attività didattiche, nonché quello ad esso equiparato ai sensi
delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto
per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.
4. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al personale
di cui al comma precedente è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura
del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale anzidetto ha diritto alla
conservazione del posto senza assegni.
5. Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per l’insegnamento della
religione cattolica, secondo la disciplina di cui all’art. 309 del D.lgs. n. 297 del 1994, e che non
si trovi nelle condizioni previste dall’art. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399 del 1988, assente per
malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a nove mesi in
un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le modalità di cui al comma 4.
6. Le assenze per malattia parzialmente retribuite non interrompono la maturazione
dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
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7. Al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato, ivi compreso quello
di cui al precedente comma 5, sono concessi permessi non retribuiti, per la partecipazione a
concorsi od esami, nel limite di otto giorni complessivi per anno scolastico, ivi compresi quelli
eventualmente richiesti per il viaggio. Sono, inoltre, attribuiti permessi non retribuiti, fino ad
un massimo di sei giorni, per i motivi previsti dall’art.15, comma 2.
8. I periodi di assenza senza assegni interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a
tutti gli effetti.
9. Il dipendente di cui al presente articolo ha diritto a tre giorni di permesso retribuito per lutti
per perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, del convivente o di soggetto
componente la famiglia anagrafica e di affini di primo grado.
10. Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con
contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, si applica l’art. 5 del D.L. 12
settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638.
Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto medesimo, alla
conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.
11. I periodi di assenza parzialmente retribuiti di cui al precedente comma 10 non
interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
12. Il personale docente ed ATA assunto a tempo determinato ha diritto entro i limiti di durata
del rapporto, ad un permesso retribuito di 15 giorni consecutivi in occasione del matrimonio.
13. I permessi di cui ai commi 9 e 12 sono computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.
14. Al personale di cui al presente articolo si applicano le norme relative ai congedi parentali
come disciplinati dall’art.12.
15. Al personale di cui al presente articolo si applicano le disposizioni relative alle gravi
patologie, di cui all’art.17, comma 9.
ART.20 – INFORTUNIO SUL LAVORO
E MALATTIE DOVUTE A CAUSA DI SERVIZIO
1. In caso di assenza dovuta ad infortunio sul lavoro, non si computa ai fini del limite massimo
del diritto alla conservazione del posto il periodo di malattia necessario affinchè il dipendente
giunga a completa guarigione clinica. In tale periodo al dipendente spetta l’intera retribuzione
di cui all’art. 17, comma 8, let. a).
2. Fuori dei casi previsti nel comma 1, se l’assenza è dovuta a malattia riconosciuta dipendente
da causa di servizio, al lavoratore spetta l’intera retribuzione per tutto il periodo di
conservazione del posto di cui all’art. 17, commi 1, 2 e 3.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo sono dirette alla generalità del personale della
scuola e pertanto si applicano anche ai dipendenti con contratto a tempo determinato, nei
limiti di durata della nomina, e anche a valere su eventuale ulteriore nomina conferita in
costanza delle patologie di cui sopra.
ART.21 – INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE AVENTE DIRITTO DI MENSA GRATUITA
1. Il diritto alla fruizione del servizio di mensa gratuita riguarda il personale docente in servizio
in ciascuna classe o sezione durante la refezione.
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2. Laddove, per effetto dell’orario di funzionamento adottato dalle singole scuole, nella sezione
risultino presenti contemporaneamente due insegnanti, entrambi hanno diritto al servizio di
mensa.
3.Nella scuola elementare ne hanno diritto gli insegnanti assegnati a classi funzionanti a tempo
pieno e a classi che svolgano un orario settimanale delle attività didattiche che prevede rientri
pomeridiani, i quali siano tenuti ad effettuare l’assistenza educativa alla mensa nell’ambito
dell’orario di insegnamento.
4.Nella scuola media ne hanno diritto i docenti in servizio nelle classi a tempo prolungato che
prevedono l’organizzazione della mensa, assegnati sulla base dell’orario scolastico alle attività
di interscuola e i docenti incaricati dei compiti di assistenza e vigilanza sugli alunni per
ciascuna classe che attui la sperimentazione ai sensi dell’art. 278 del decreto legislativo n.
297/94.
5.Il personale ATA di servizio alla mensa usufruisce anch’esso della mensa gratuita.
6.Ulteriori, eventuali modalità attuative possono essere definite in sede di contrattazione
integrativa regionale, ferme restando le competenze del MIUR per quanto concerne le modalità
di erogazione dei contributi ai Comuni.
ART.22 – PERSONALE IMPEGNATO IN ATTIVITA’
DI EDUCAZIONE DEGLI ADULTI ED IN ALTRE TIPOLOGIE DI ATTIVITA’ DIDATTICA
1. Sono destinatari del presente articolo i docenti che operano nei centri territoriali
permanenti, nei corsi serali della scuola secondaria superiore, nelle scuole presso gli ospedali e
gli istituti penitenziari.
Considerata la specificità professionale che contraddistingue il settore dell’educazione degli
adulti, si stabilisce che:
a) deve essere assicurata la precedenza nelle operazioni di mobilità a domanda o d’ufficio per
analoga tipologia per chi abbia maturato esperienza nel settore o abbia frequentato
specifici percorsi di formazione in ingresso;
b) in sede di piano nazionale di aggiornamento saranno annualmente definiti risorse e
interventi formativi mirati agli obiettivi dell’educazione degli adulti;
c) secondo cadenze determinate in sede locale, può essere prevista la convocazione di
conferenze di servizio che devono vedere il coinvolgimento dei docenti del settore quale
sede di proposta per la definizione del piano di formazione in servizio, nonchè di specifiche
iniziative per i docenti assegnati per la prima volta a questo settore;
d) l’articolazione dell’orario di rapporto con l’utenza dei docenti in servizio presso i centri
territoriali permanenti è definita in base alla programmazione annuale dell’attività e
all’articolazione flessibile su base annuale. Nelle funzioni di competenza dei docenti
all’interno dell’orario di rapporto con l’utenza si debbono considerare le attività di
accoglienza e ascolto, nonché quelle di analisi dei bisogni dei singoli utenti. Per le attività
funzionali alla prestazione dell’insegnamento si fa riferimento a quanto stabilito dal
successivo art. 29;
e) la contrattazione integrativa regionale sull’utilizzazione del personale disciplina le possibili
utilizzazioni sia in corsi ospedalieri sia in classi ordinarie, anche al fine di individuare scuole
polo che assicurino l’attività educativa in un certo numero di ospedali. Al personale è
garantita la tutela sanitaria a livello di informazione, di prevenzione e controllo sulla base di
intese con l’autorità sanitaria promosse dall’autorità scolastica;
f) nelle scuole carcerarie è garantita la tutela sanitaria a livello di informazione, di
prevenzione e controllo, ivi compresa la possibilità per docenti di accedere ai presidi medici,
sulla base di intese con le autorità competenti promosse dall’autorità scolastica;
g) la contrattazione integrativa regionale riguarderà anche il personale di cui al presente
articolo, con particolare riguardo alla specificità delle tematiche relative al settore, anche in
riferimento ai processi di innovazione in corso e in considerazione dell’espansione
quantitativa e qualitativa del settore. In sede di contrattazione integrativa regionale sarà
24
prevista una specifica ed autonoma destinazione di risorse per il personale impegnato nel
settore.
2 .Le Parti concordano di rimandare ad apposita sequenza contrattuale la disciplina della
materia in attesa che sia attuato l’art. 1, comma 632, della legge finanziaria 27.12.2006,
n.296-
ART.23 – TERMINI DI PREAVVISO
1. In tutti i casi in cui il presente contratto prevede la risoluzione del rapporto con preavviso o
con corresponsione dell’indennità sostitutiva dello stesso, i relativi termini sono fissati come
segue:
– 2 mesi per dipendenti con anzianità di servizio fino a 5 anni;
– 3 mesi per dipendenti con anzianità di servizio fino a 10 anni;
– 4 mesi per dipendenti con anzianità di servizio oltre 10 anni.
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CAPO IV – DOCENTI
ART.24 – INTENTI COMUNI
1. Le Parti confermano gli esiti, sottoscritti il 24 maggio 2004, della Commissione che ha
operato ai sensi dell’art. 22 del CCNL 24.07.03.-
Le Parti stesse si impegnano a ricercare, in sede contrattuale, in coerenza con lo sviluppo dei
processi di valutazione complessiva del sistema nazionale d’istruzione e con risorse
specificamente destinate, forme, modalità, procedure e strumenti d’incentivazione e
valorizzazione professionale e di carriera degli insegnanti.
ART.25 – AREA DOCENTI E CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO
1. Il personale docente ed educativo degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle
istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali, è collocato nella distinta area
professionale del personale docente.
2.Rientrano in tale area i docenti della scuola dell’infanzia; i docenti della scuola primaria; i
docenti della scuola secondaria di 1° grado; i docenti diplomati e laureati della scuola
secondaria di 2° grado; il personale educativo dei convitti e degli educandati femminili.
3. I rapporti individuali di lavoro a tempo indeterminato o determinato del personale docente
ed educativo degli istituti e scuole statali di ogni ordine e grado, sono costituiti e regolati da
contratti individuali, nel rispetto delle disposizioni di legge, della normativa comunitaria e del
contratto collettivo nazionale vigente.
4. Nel contratto di lavoro individuale, per il quale è richiesta la forma scritta, sono, comunque,
indicati:
a) tipologia del rapporto di lavoro;
b) data di inizio del rapporto di lavoro;
c) data di cessazione del rapporto di lavoro per il personale a tempo determinato;
d) qualifica di inquadramento professionale e livello retributivo iniziale;
e) compiti e mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione;
f) durata del periodo di prova, per il personale a tempo indeterminato;
g) sede di prima destinazione, ancorché provvisoria, dell’attività lavorativa.
5. Il contratto individuale specifica le cause che ne costituiscono condizioni risolutive e
specifica, altresì, che il rapporto di lavoro è regolato dalla disciplina del presente CCNL. E’
comunque causa di risoluzione del contratto l’annullamento della procedura di reclutamento
che ne costituisce il presupposto.
6. L’assunzione a tempo determinato e a tempo indeterminato può avvenire con rapporto di
lavoro a tempo pieno o a tempo parziale. In quest’ultimo caso, il contratto individuale di cui al
comma 4 indica anche l’articolazione dell’orario di lavoro.
ART.26 – FUNZIONE DOCENTE
1. La funzione docente realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a
promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, sulla base delle
finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i vari ordini e gradi
dell’istruzione.
2. La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti; essa si
esplica nelle attività individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività di aggiornamento
e formazione in servizio.
3. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle attività collegiali, attraverso processi
di confronto ritenuti più utili e idonei, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti
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pedagogico – didattici, il piano dell’offerta formativa, adattandone l’articolazione alle
differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto socio – economico di
riferimento, anche al fine del raggiungimento di condivisi obiettivi qualitativi di apprendimento
in ciascuna classe e nelle diverse discipline. Dei relativi risultati saranno informate le famiglie
con le modalità decise dal collegio dei docenti.
ART.27 – PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE
1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche,
metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione
tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col maturare dell’esperienza didattica,
l’attività di studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione
professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti
dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta
formativa della scuola.
ART.28 – ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO
1. Le istituzioni scolastiche adottano ogni modalità organizzativa che sia espressione di
autonomia progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e
indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il
miglioramento dell’offerta formativa.
2. Nel rispetto della libertà d’insegnamento, i competenti organi delle istituzioni scolastiche
regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato al tipo di studi e ai
ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine possono adottare le forme di flessibilità previste
dal Regolamento sulla autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche di cui
all’articolo 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997 – e, in particolare, dell’articolo 4 dello
stesso Regolamento-, tenendo conto della disciplina contrattuale.
3. Gli obblighi di lavoro del personale docente sono correlati e funzionali alle esigenze come
indicato al comma 2.
4. Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in
attività funzionali alla prestazione di insegnamento.
Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali
proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del
personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività
aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti
nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è
modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data
informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7-
5. Nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di
insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali
nella scuola elementare e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed
artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di
insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche
in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in
incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.
Nell’ambito delle 22 ore d’insegnamento, la quota oraria eventualmente eccedente l’attività
frontale e di assistenza alla mensa è destinata, previa programmazione, ad attività di
arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni
con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad alunni stranieri, in
particolare provenienti da Paesi extracomunitari. Nel caso in cui il collegio dei docenti non
abbia effettuato tale programmazione o non abbia impegnato totalmente la quota oraria
eccedente l’attività frontale e di assistenza alla mensa, tali ore saranno destinate per
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supplenze in sostituzione di docenti assenti fino ad un massimo di cinque giorni nell’ambito del
plesso di servizio.
6. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d’arte,
i docenti, il cui orario di cattedra sia inferiore alle 18 ore settimanali, sono tenuti al
completamento dell’orario di insegnamento da realizzarsi mediante la copertura di ore di
insegnamento disponibili in classi collaterali non utilizzate per la costituzione di cattedre orario,
in interventi didattici ed educativi integrativi, con particolare riguardo, per la scuola
dell’obbligo, alle finalità indicate al comma 2, nonché mediante l’utilizzazione in eventuali
supplenze e, in mancanza, rimanendo a disposizione anche per attività parascolastiche ed
interscolastiche.
7. Al di fuori dei casi previsti dal comma successivo, qualunque riduzione della durata dell’unità
oraria di lezione ne comporta il recupero nell’ambito delle attività didattiche programmate
dall’istituzione scolastica. La relativa delibera è assunta dal collegio dei docenti.
8. Per quanto attiene la riduzione dell’ora di lezione per cause di forza maggiore determinate
da motivi estranei alla didattica, la materia resta regolata dalle circolari ministeriali n. 243 del
22.9.1979 e n.192 del 3.7.1980 nonché dalle ulteriori circolari in materia che le hanno
confermate. La relativa delibera è assunta dal consiglio di circolo o d’istituto.
9. L’orario di insegnamento, anche con riferimento al completamento dell’orario d’obbligo, può
essere articolato, sulla base della pianificazione annuale delle attività e nelle forme previste dai
vigenti ordinamenti, in maniera flessibile e su base plurisettimanale, in misura, di norma, non
eccedente le quattro ore.
10. Per il personale insegnante che opera per la vigilanza e l’assistenza degli alunni durante il
servizio di mensa o durante il periodo della ricreazione il tempo impiegato nelle predette
attività rientra a tutti gli effetti nell’orario di attività didattica.
ART.29 – ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO
1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione
docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a
carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione,
aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la
partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.
2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:
a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b) alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie.
3. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:
a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l’attività di
programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli
scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole
materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;
b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione.
Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei
docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli
insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40
ore annue;
c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla
valutazione.
4. Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle diverse
modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle proposte del collegio
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dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento dei rapporti con le famiglie e gli
studenti, assicurando la concreta accessibilità al servizio, pur compatibilmente con le esigenze
di funzionamento dell’istituto e prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e
famiglie.
5. Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in
classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e ad assistere all’uscita degli alunni medesimi.
ART.30 – ATTIVITA’ AGGIUNTIVE E ORE ECCEDENTI
1. Le attività aggiuntive e le ore eccedenti d’insegnamento restano disciplinate dalla
legislazione e dalle norme contrattuali, nazionali e integrative, attualmente vigenti all’atto delle
stipula del presente CCNL.
ART.31 – RICERCA E INNOVAZIONE
1. In sede di contrattazione integrativa nazionale saranno definite modalità e criteri di
utilizzazione di eventuali finanziamenti aggiuntivi destinati al sostegno della ricerca educativodidattica
e valutativa funzionali allo sviluppo dei processi d’innovazione e finalizzati alla
valorizzazione del lavoro d’aula e al miglioramento dei livelli di apprendimento.
2. In sede di contrattazione integrativa nazionale saranno altresì definite modalità e criteri di
utilizzazione di eventuali risorse aggiuntive per le scuole che, sulla base di valutazioni
oggettive operate dal sistema nazionale di valutazione, tengano conto delle condizioni iniziali di
contesto finalizzate all’elevazione degli esiti formativi.
ART.32 – AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA
FORMATIVA E PRESTAZIONI PROFESSIONALI
1. I docenti, in coerenza con gli obiettivi di ampliamento dell’offerta formativa delle singole
istituzioni scolastiche, possono svolgere attività didattiche rivolte al pubblico anche di adulti,
nella propria o in altra istituzione scolastica, in relazione alle esigenze formative provenienti dal
territorio, con esclusione degli alunni delle proprie classi, per quanto riguarda le materie di
insegnamento comprese nel curriculum scolastico e per attività di recupero. Le relative
deliberazioni dei competenti organi collegiali dovranno puntualmente regolamentare lo
svolgimento di tali attività, precisando anche il regime delle responsabilità.
ART.33 – FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
1. Per la realizzazione delle finalità istituzionali della scuola in regime di autonomia, la risorsa
fondamentale è costituita dal patrimonio professionale dei docenti, da valorizzare per la
realizzazione e la gestione del piano dell’offerta formativa dell’istituto e per la realizzazione di
progetti formativi d’intesa con enti ed istituzioni esterni alla scuola. Le risorse utilizzabili, per le
funzioni strumentali, a livello di ciascuna istituzione scolastica, sono quelle complessivamente
spettanti sulla base dell’applicazione dell’art. 37 del CCNI del 31.08.99 e sono annualmente
assegnate dal MPI.
2. Tali funzioni strumentali sono identificate con delibera del collegio dei docenti in coerenza
con il piano dell’offerta formativa che, contestualmente, ne definisce criteri di attribuzione,
numero e destinatari. Le stesse non possono comportare esoneri totali dall’insegnamento e i
relativi compensi sono definiti dalla contrattazione d’istituto.
3. Le scuole invieranno tempestivamente al Direttore generale regionale competente schede
informative aggiornate in ordine alla quantità e alla tipologia degli incarichi conferiti, e ciò allo
scopo di effettuarne il monitoraggio.
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4. Le istituzioni scolastiche possono, nel caso in cui non attivino le funzioni strumentali
nell’anno di assegnazione delle relative risorse, utilizzare le stesse nell’anno scolastico
successivo.
ART.34 – ATTIVITA’ DI COLLABORAZIONE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO
1. Ai sensi dell’art. 25, comma 5, del d.lgs. n.165/2001, in attesa che i connessi aspetti
retributivi siano opportunamente regolamentati attraverso gli idonei strumenti normativi, il
dirigente scolastico può avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed
amministrative, di docenti da lui individuati ai quali possono essere delegati specifici compiti.
Tali collaborazioni sono riferibili a due unità di personale docente retribuibili, in sede di
contrattazione d’istituto, con i finanziamenti a carico del fondo per le attività aggiuntive
previste per le collaborazioni col dirigente scolastico di cui all’art. 88, comma 2, lettera e).
ART.35 – COLLABORAZIONI PLURIME
1. I docenti possono prestare la propria collaborazione ad altre scuole statali che, per la
realizzazione di specifici progetti deliberati dai competenti organi, abbiano necessità di disporre
di particolari competenze professionali non presenti o non disponibili nel corpo docente della
istituzione scolastica. Tale collaborazione non comporta esoneri anche parziali
dall’insegnamento nelle scuole di titolarità o di servizio ed è autorizzata dal dirigente scolastico
della scuola di appartenenza, a condizione che non interferisca con gli obblighi ordinari di
servizio.
ART.36 – CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO PER IL PERSONALE IN SERVIZIO
1. Ad integrazione di quanto previsto dall’art. 28, il personale docente può accettare,
nell’ambito del comparto scuola, rapporti di lavoro a tempo determinato in un diverso ordine o
grado d’istruzione, o per altra classe di concorso, purchè di durata non inferiore ad un anno,
mantenendo senza assegni, complessivamente per tre anni, la titolarità della sede.
2. L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal
presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali.
ART.37 – RIENTRO IN SERVIZIO DEI DOCENTI DOPO IL 30 APRILE
1. Al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con
diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni
continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e
rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o
nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il
funzionamento della scuola medesima. Per le medesime ragioni di continuità didattica il
supplente del titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le
valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di
docenti delle classi terminali.
ART.38 – PERMESSI ED ASSENZE DEL PERSONALE DOCENTE
CHIAMATO A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE ELETTIVE
1. Nei confronti del personale docente chiamato a ricoprire cariche elettive, si applicano le
norme di cui al d.lgs 18.08.2000, n.267 e di cui all’art. 68 del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165. Il
personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è
tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui
presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da
assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la
conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.
2. Nel caso in cui il docente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va
presentata a tutte le scuole interessate.
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3. Qualora le assenze dal servizio derivanti dall’assolvimento degli impegni dichiarati non
consentano al docente di assicurare la necessaria continuità didattica nella classe o nelle classi
cui sia assegnato può farsi luogo alla nomina di un supplente per il periodo strettamente
indispensabile e, comunque, sino al massimo di un mese, durata prorogabile soltanto ove se
ne ponga l’esigenza in relazione a quanto dichiarato nella comunicazione mensile di cui al
comma 1, sempreché non sia possibile provvedere con altro personale docente in
soprannumero o a disposizione.
4. Per tutta la durata della nomina del supplente il docente, nei periodi in cui non sia
impegnato nell’assolvimento dei compiti connessi alla carica ricoperta, è utilizzato nell’ambito
della scuola e per le esigenze di essa, nei limiti dell’orario obbligatorio di servizio.
prioritariamente per le supplenze e per i corsi di recupero.
5. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore
sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal D.lgs. n.267/2000, che dovrà
essere prodotta tempestivamente dall’interessato.
ART.39 – RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
1. L’Amministrazione scolastica costituisce rapporti di lavoro a tempo parziale sia all’atto
dell’assunzione sia mediante trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei
dipendenti interessati, nei limiti massimi del 25% della dotazione organica complessiva di
personale a tempo pieno di ciascuna classe di concorso a cattedre o posti o di ciascun ruolo e,
comunque, entro i limiti di spesa massima annua previsti per la dotazione organica medesima.
2. Per il reclutamento del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia
per il personale a tempo pieno.
3. Ai fini della costituzione di rapporti di lavoro a tempo parziale si deve, inoltre, tener conto
delle particolari esigenze di ciascun grado di istruzione, anche in relazione alle singole classi di
concorso a cattedre o posti, ed assicurare l’unicità del docente, per ciascun insegnamento e in
ciascuna classe o sezioni di scuola dell’infanzia, nei casi previsti dagli ordinamenti didattici,
prevedendo a tal fine le ore di insegnamento che costituiscono la cattedra a tempo parziale.
4. Con ordinanza del MPI, previa intesa con i Ministri dell’Economia e della Funzione Pubblica,
sono determinati, i criteri e le modalità per la costituzione dei rapporti di lavoro di cui al
comma 1, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative, che deve essere di norma pari
al 50% di quella a tempo pieno; in particolare, con la stessa ordinanza sono definite le quote
percentuali delle dotazioni organiche provinciali, per ciascun ruolo, profilo professionale e
classe di concorso a cattedre, da riservare a rapporti a tempo parziale, in relazione alle
eventuali situazioni di soprannumero accertate.
5. I criteri e le modalità di cui al comma 4, nonché la durata minima delle prestazioni
lavorative sono preventivamente comunicate dal MPI alle Organizzazioni sindacali di cui all’art.
7, comma 1, punto 1/b e verificate in un apposito incontro.
6. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere
l’indicazione della durata della prestazione lavorativa.
7. Il tempo parziale può essere realizzato:
a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo
parziale orizzontale);
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana del mese, o di
determinati periodi dell’anno (tempo parziale verticale);
c) con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due modalità indicate
alle lettere a e b (tempo parziale misto), come previsto dal d.lgs. 25.02.2000, n. 61.
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8. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive di
insegnamento aventi carattere continuativo; né può fruire di benefici che comunque
comportino riduzioni dell’orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge.
Nell’applicazione degli altri istituti normativi previsti dal presente contratto, tenendo conto
della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo pieno.
9. Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del dirigente
scolastico, l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di
servizio e non siano incompatibili con le attività d’istituto.
10. Il trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è
proporzionale alla prestazione lavorativa.
11. I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di
festività soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale
verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate
nell’anno.
12. Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute
nell’art. 9 del D.lgs. n.61/2000.
13. Per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale e
viceversa si applicano, nei limiti previsti dal presente articolo, le disposizioni contenute
nell’O.M. n.446/97, emanata in applicazione delle norme del CCNL 4 agosto 1995 e delle leggi
n.662/96 e n. 140/97, con le integrazioni di cui all’O.M. n.55/98.
ART.40 – RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO
1. Al personale di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3, e 4
dell’art. 25.
2. Nei casi di assunzione in sostituzione di personale assente, nel contratto individuale è
specificato per iscritto il nominativo del dipendente sostituito.
3. In tali casi, qualora il docente titolare si assenti in un’unica soluzione a decorrere da una
data anteriore di almeno sette giorni all’inizio di un periodo predeterminato di sospensione
delle lezioni e fino a una data non inferiore a sette giorni successivi a quello di ripresa delle
lezioni, il rapporto di lavoro a tempo determinato è costituito per l’intera durata dell’assenza.
Rileva esclusivamente l’oggettiva e continuativa assenza del titolare, indipendentemente dalle
sottostanti procedure giustificative dell’assenza del titolare medesimo.
Le domeniche, le festività infrasettimanali e il giorno libero dell’attività di insegnamento,
ricadenti nel periodo di durata del rapporto medesimo, sono retribuite e da computarsi
nell’anzianità di servizio. Nell’ipotesi che il docente completi tutto l’orario settimanale ordinario,
ha ugualmente diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109, comma 1, del
codice civile.
4. Il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo
indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative.
5. Gli insegnanti di religione cattolica sono assunti secondo la disciplina di cui all’art. 309 del
D.lgs. n. 297 del 1994, mediante contratto di incarico annuale che si intende confermato
qualora permangano le condizioni ed i requisiti prescritti dalle vigenti disposizioni di legge.
6.Il rapporto di lavoro del personale di cui al precedente comma è costituito, secondo quanto
previsto nei punti 2.3., 2.4, 2.5. del D.P.R. 16 dicembre 1985, n.751, possibilmente in modo
da pervenire gradualmente a configurare, limitatamente alle ore che si rendano disponibili,
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posti costituiti da un numero di ore corrispondente all’orario d’obbligo previsto, in ciascun tipo
di scuola, per i docenti assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
7. Il personale di cui al presente articolo, con orario settimanale inferiore alla cattedra oraria,
ha diritto, in presenza della disponibilità delle relative ore, al completamento o, comunque,
all’elevazione del medesimo orario settimanale.
ART.41 – DOCENTI CHE OPERANO NELL’AMBITO DEI CORSI DI LAUREA
IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA E DI SCUOLE
DI SPECIALIZZAZIONE PER L’INSEGNAMENTO NELLE SCUOLE SECONDARIE
1. In sede di redazione dell’orario di servizio scolastico si terrà conto dell’esigenza di consentire
la presenza nella sede universitaria dei docenti con compiti di supervisione del tirocinio e di
coordinamento del medesimo con altre attivita’ didattiche nell’ambito dei corsi di laurea in
scienze della formazione primaria e di scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle
scuole secondarie.
ART.42 – SERVIZIO PRESTATO DAI DOCENTI
PER PROGETTI CONCORDATI CON LE UNIVERSITÀ
1.Ove si stipulino convenzioni tra Università, Direzioni generali regionali e scuole per progetti
relativi all’orientamento universitario ed al recupero dei fuori corso universitari, ai docenti
coinvolti in detti progetti dovrà essere rilasciata idonea certificazione dell’attività svolta.
2. Su tali convenzioni il Direttore generale regionale fornisce alle OO.SS. informazione
preventiva.
3. Le Università potranno avvalersi, a loro carico, di personale docente per il raggiungimento di
specifiche finalità.
4. Nelle ipotesi del presente articolo i docenti interessati potranno porsi o in aspettativa non
retribuita o in part- time annuale, o svolgere queste attività in aggiunta agli obblighi ordinari di
servizio, previa autorizzazione del dirigente scolastico.
ART.43 – MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ
DI TIROCINIO DIDATTICO PRESSO LE SEDI SCOLASTICHE
E DELLE FUNZIONI DI SUPPORTO DELL’ATTIVITÀ SCOLASTICA
1. Lo studente universitario in tirocinio si configura come una risorsa per la scuola che lo
accoglie.
2. Esso può essere utilizzato in attività istituzionali in compresenza di un docente della scuola.
3. Lo studente universitario in tirocinio partecipa alle attività collegiali e al/ai consigli della
classe cui si appoggia e alle eventuali attività extracurriculari, quando previsto dal relativo
programma di tirocinio, che vanno computate all’interno delle ore di tirocinio.
4. Al docente tutor, sono riconosciute le ore di lavoro aggiuntivo anche con modalità forfetaria
ivi comprese le attività di raccordo con i docenti universitari o con i supervisori per i progetti di
tirocinio; dei predetti impegni si terrà conto in sede di redazione dell’orario di servizio.
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CAPO V – PERSONALE ATA
ART.44 – CONTRATTO INDIVIDUALE DI LAVORO
1. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale degli istituti e scuole di istruzione
primaria e secondaria, degli istituti d’arte, dei licei artistici, delle istituzioni educative e degli
istituti e scuole speciali statali, assolve alle funzioni amministrative, contabili, gestionali,
strumentali, operative, di accoglienza e di sorveglianza connesse all’attività delle istituzioni
scolastiche, in rapporto di collaborazione con il dirigente scolastico e con il personale docente.
2. Tali funzioni sono assolte sulla base dei principi dell’autonomia scolastica di cui all’articolo
21 della legge n. 59/1997 dei regolamenti attuativi e delle conseguenti nuove competenze
gestionali riorganizzate, in ogni istituzione scolastica, sulla base del principio generale
dell’unità dei servizi amministrativi e generali e delle esigenze di gestione e organizzazione dei
servizi tecnici, con il coordinamento del direttore dei servizi generali e amministrativi.
3. Il personale di cui al comma 1 è collocato nella distinta area professionale del personale
A.T.A.
4. I rapporti individuali di lavoro a tempo indeterminato o determinato del personale ATA degli
istituti e scuole statali di ogni ordine e grado, sono costituiti e regolati da contratti individuali,
nel rispetto delle disposizioni di legge, della normativa comunitaria e del contratto collettivo
nazionale vigente.
5. Nei casi di assunzione in sostituzione di personale assente, nel contratto individuale è
specificato per iscritto il nominativo del dipendente sostituito.
6. Nel contratto di lavoro individuale, per il quale è richiesta la forma scritta, sono, comunque,
indicati:
a) tipologia del rapporto di lavoro;
b) data di inizio del rapporto di lavoro;
c) data di cessazione del rapporto di lavoro per il personale a tempo determinato;
d) qualifica di inquadramento professionale e livello retributivo iniziale;
e) compiti e mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione;
f) durata del periodo di prova, per il personale a tempo indeterminato;
g) sede di prima destinazione, ancorché provvisoria, dell’attività lavorativa.
7. Il contratto individuale specifica le cause che ne costituiscono condizioni risolutive e
specifica, altresì, che il rapporto di lavoro è regolato dalla disciplina del presente CCNL. E’
comunque causa di risoluzione del contratto l’annullamento della procedura di reclutamento
che ne costituisce il presupposto.
8. L’assunzione a tempo determinato o indeterminato può avvenire con rapporto di lavoro a
tempo pieno o a tempo parziale. In quest’ultimo caso, il contratto individuale di cui al comma 6
indica anche l’articolazione dell’orario di lavoro.
ART.45 – PERIODO DI PROVA
1. Il dipendente assunto in servizio a tempo indeterminato è soggetto ad un periodo di prova la
cui durata è stabilita come segue:
– 2 mesi per i profili delle aree A e A super;
– 4 mesi per i restanti profili.
In base a criteri predeterminati dall’Amministrazione, possono essere esonerati dal periodo di
prova i dipendenti che lo abbiano già superato in un equivalente profilo professionale presso
altra amministrazione pubblica.
Sono esonerati dal periodo di prova i dipendenti appartenenti ai ruoli della medesima
Amministrazione che siano stati inquadrati in aree superiori o in profili diversi della stessa area
a seguito di processi di riqualificazione che ne abbiano verificato l’idoneità.
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2. Ai fini del compimento del suddetto periodo di prova si tiene conto del servizio
effettivamente prestato.
3. Il periodo di prova è sospeso in caso di assenza per malattia e negli altri casi espressamente
previsti da leggi o regolamenti non disapplicati dalla previgente normativa contrattuale.
In caso di malattia il dipendente ha diritto alla conservazione del posto per un periodo
massimo di sei mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto. In caso di infortunio sul
lavoro o malattia derivante da causa di servizio si applica l’art. 20 del presente CCNL.
4. Le assenze riconosciute come causa di sospensione ai sensi del comma 3, sono soggette allo
stesso trattamento economico previsto per i dipendenti non in prova.
5. Decorsa la metà del periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal rapporto in
qualsiasi momento senza obbligo di preavviso né di indennità sostitutiva del preavviso, fatti
salvi i casi di sospensione previsti dal comma 3. Il recesso opera dal momento della
comunicazione alla controparte. Il recesso dell’amministrazione deve essere motivato.
6. Decorso il periodo di prova senza che il rapporto di lavoro sia stato risolto, il dipendente si
intende confermato in servizio con il riconoscimento dell’anzianità dal giorno dell’assunzione a
tutti gli effetti.
7. In caso di recesso, la retribuzione è corrisposta fino all’ultimo giorno di effettivo servizio
compresi i ratei della tredicesima mensilità ove maturati; spetta altresì al dipendente la
retribuzione corrispondente alle giornate di ferie maturate e non godute.
8. Il periodo di prova può essere rinnovato o prorogato alla scadenza.
9. Il dipendente proveniente dalla stessa o da altra Amministrazione del comparto, durante il
periodo di prova, ha diritto alla conservazione del posto senza retribuzione, e in caso di
mancato superamento della prova, o per recesso dello stesso dipendente rientra, a domanda,
nella qualifica e profilo di provenienza.
10. Al dipendente già in servizio a tempo indeterminato presso un’Amministrazione del
comparto, vincitore di concorso presso Amministrazione o ente di altro comparto, è concesso
un periodo di aspettativa senza retribuzione e decorrenza dell’anzianità, per la durata del
periodo di prova.
11. Durante il periodo di prova, l’interessato è utilizzato nelle attività relative al suo profilo
professionale.
12. La conferma del contratto a tempo indeterminato per superamento del periodo di prova è
di competenza del dirigente scolastico, come previsto dall’art.14 del DPR 08.03.99, n.275.
ART.46 – SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE PROFESSIONALE DEL PERSONALE ATA .
1. I profili professionali del personale ATA sono individuati dall’allegata tabella A. Le modalità
di accesso restano disciplinate dalle disposizioni di legge in vigore, tranne per i requisiti
culturali, che sono individuati dall’allegata tabella B.
2. Il sistema di classificazione del personale, improntato a criteri di flessibilità correlati alle
innovazioni organizzative, è articolato in cinque aree comprendenti ciascuno uno o più profili
professionali; la corrispondenza tra aree e profili è individuata nella successiva tabella C.
ART.47 – COMPITI DEL PERSONALE ATA
1. I compiti del personale A.T.A. sono costituiti:
a) dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza;
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b) da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili professionali,
comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di compiti di particolare
responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa,
come descritto dal piano delle attività.
2. La relativa attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i
compensi definiti dalla contrattazione d’istituto nell’ambito del piano delle attività. Le risorse
utilizzabili, per le predette attività, a livello di ciascuna istituzione scolastica, sono quelle
complessivamente spettanti, nell’anno scolastico 2002-3, sulla base dell’applicazione dell’art.
50 del CCNI del 31.08.99.
Esse saranno particolarmente finalizzate per l’area A per l’assolvimento dei compiti legati
all’assistenza alla persona, all’assistenza agli alunni diversamente abili e al pronto soccorso.
ART.48 – MOBILITA’ PROFESSIONALE DEL PERSONALE ATA
1. I passaggi interni al sistema di classificazione di cui all’art.46 possono avvenire:
A) TRA LE AREE con le seguenti procedure:
a) I passaggi del personale A.T.A. da un’area inferiore all’area immediatamente
superiore avvengono mediante procedure selettive, previa frequenza di apposito corso
organizzato dall’amministrazione, le cui modalità saranno definite con la contrattazione
integrativa nazionale, comunque nel rispetto di quanto sancito dalla Corte Costituzionale con
sentenze n. 1/99 e n.194/2002.
b) Alle predette procedure selettive, collegate alla formazione, è consentita la
partecipazione anche del personale privo dei titoli di studio previsti per il profilo professionale
di destinazione – fatti salvi i titoli abilitativi previsti da norme di legge – purchè in possesso del
titolo di studio stabilito dall’allegata tabella B per l’accesso al profilo di appartenenza o
comunque del titolo che ha dato accesso al medesimo profilo, e fatto salvo, comunque, il
possesso di un’anzianità di almeno cinque anni di servizio effettivo nel profilo di appartenenza.
B) ALL’INTERNO DELL’AREA con le seguenti procedure:
Il passaggio dei dipendenti da un profilo all’altro all’interno della stessa area avviene mediante
percorsi di qualificazione ed aggiornamento professionale, ovvero con il possesso dei requisiti
culturali e/o professionali richiesti per l’accesso al profilo professionale cui si chiede il
passaggio.
2. I passaggi di cui alle lettere A e B sono possibili nei limiti della dotazione organica e della
aliquota di posti prevista a tal fine.
ART.49 – VALORIZZAZIONE DELLA PROFESSIONALITA’ DEGLI ASSISTENTI
AMMINISTRATIVI E TECNICI, E DEI COLLABORATORI SCOLASTICI.
1. Per dare attuazione alle disposizioni di cui al precedente articolo, il MPI attiverà procedure
selettive, previa frequenza di apposito corso organizzato dall’Amministrazione e rivolto a tutti
gli assistenti amministrativi e tecnici in servizio, per ricoprire posti di coordinatore
amministrativo e tecnico, e rivolto a tutti i collaboratori scolastici in servizio per ricoprire i posti
di collaboratore scolastico dei servizi.
ART.50 – POSIZIONI ECONOMICHE PER IL PERSONALE ATA
1. Fino alla definizione della sequenza contrattuale di cui all’art. 62 e salva comunque la
definizione delle procedure connesse agli artt. 48 e 49 del presente CCNL, si conviene che il
personale a tempo indeterminato appartenente alle aree A e B della Tabella C allegata al
presente CCNL possa usufruire di uno sviluppo orizzontale in una posizione economica
finalizzata alla valorizzazione professionale, determinate rispettivamente in € 330 annui da
corrispondere in tredici mensilità al personale dell’Area A, e in € 1000 annui da corrispondere
in tredici mensilità al personale dell’Area B.
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2. L’attribuzione della posizione economica di cui al comma precedente avviene
progressivamente dopo l’esito favorevole della frequenza di apposito corso di formazione
diretto al personale utilmente collocato in una graduatoria di richiedenti che sarà formata in
base alla valutazione del servizio prestato, dei titoli di studio posseduti e dei crediti
professionali maturati, con le procedure di cui all’art. 48 del presente CCNL.
L’ammissione alla frequenza del corso di cui sopra è determinata, ogni volta che sia attivata la
relativa procedura, nella misura del 105% delle posizioni economiche disponibili.
3. Al personale delle Aree A e B cui, per effetto delle procedure di cui sopra, sia attribuita la
posizione economica citata al comma 1, sono affidate, in aggiunta ai compiti previsti dallo
specifico profilo, ulteriori e più complesse mansioni concernenti, per l’Area A, l’assistenza agli
alunni diversamente abili e l’organizzazione degli interventi di primo soccorso e, per quanto
concerne l’Area B, compiti di collaborazione amministrativa e tecnica caratterizzati da
autonomia e responsabilità operativa, aderenti alla logica del percorso di valorizzazione
compiuto, la sostituzione del DSGA, con esclusione della possibilità che siano attribuiti ulteriori
incarichi ai sensi dell’art. 47 del presente CCNL.
ART.51 – ORARIO DI LAVORO ATA
1.L’orario ordinario di lavoro è di 36 ore, suddivise in sei ore continuative, di norma
antimeridiane, o anche pomeridiane per le istituzioni educative e per i convitti annessi agli
istituti tecnici e professionali.
2.In sede di contrattazione integrativa d’istituto saranno disciplinate le modalità di
articolazione dei diversi istituti di flessibilità dell’orario di lavoro, ivi inclusa la disciplina dei
ritardi, recuperi e riposi compensativi sulla base dei seguenti criteri:
– l’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura all’utenza;
– ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane;
– miglioramento della qualità delle prestazioni;
– ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza;
– miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni;
-programmazione su base plurisettimanale dell’orario.
3. L’orario di lavoro massimo giornaliero è di nove ore. Se la prestazione di lavoro giornaliera
eccede le sei ore continuative il personale usufruisce a richiesta di una pausa di almeno 30
minuti al fine del recupero delle energie psicofisiche e dell’eventuale consumazione del pasto.
Tale pausa deve essere comunque prevista se l’orario continuativo di lavoro giornaliero è
superiore alle 7 ore e 12 minuti.
4. In quanto autorizzate, compatibilmente con gli stanziamenti d’istituto, le prestazioni
eccedenti l’orario di servizio sono retribuite con le modalità definite in sede di contrattazione
integrativa d’istituto.
ART.52 – PERMESSI ED ASSENZE DEL PERSONALE ATA
CHIAMATO A RICOPRIRE CARICHE PUBBLICHE ELETTIVE
1. Nei confronti del personale ATA chiamato a ricoprire cariche elettive si applicano le norme di
cui al d.lgs. 18.08.2000, n.267 e di cui all’art. 68 del d.lgs. 30.03 2001, n.165.
Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui alle leggi predette, è
tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, alla scuola in cui
presta servizio, apposita dichiarazione circa gli impegni connessi alla carica ricoperta, da
assolvere nel trimestre successivo, nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la
conferma o le eventuali variazioni degli impegni già dichiarati.
2. Nel caso in cui il dipendente presti servizio in più scuole, la predetta dichiarazione va
presentata a tutte le scuole interessate.
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3. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha alcun valore
sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal d.lgs. n. 267/2000, che dovrà
essere prodotta tempestivamente dall’interessato.
ART.53 – MODALITA’ DI PRESTAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO
1. All’inizio dell’anno scolastico il DSGA formula una proposta di piano dell’attività inerente la
materia del presente articolo, sentito il personale ATA.
Il dirigente scolastico, verificatane la congruenza rispetto al POF ed espletate le procedure di
cui all’art.6, adotta il piano delle attività. La puntuale attuazione dello stesso è affidata al
direttore dei servizi generali e amministrativi.
2. In coerenza con le presenti disposizioni, possono essere adottate le sottoindicate tipologie di
orario di lavoro eventualmente coesistenti tra di loro in funzione delle finalità e degli obiettivi
definiti da ogni singolo istituto:
a. Orario di lavoro flessibile:
– l’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura all’utenza. Una volta stabilito
l’orario di servizio dell’istituzione scolastica o educativa è possibile adottare l’orario flessibile di
lavoro giornaliero che consiste nell’anticipare o posticipare l’entrata e l’uscita del personale
distribuendolo anche in cinque giornate lavorative, secondo le necessità connesse alle finalità e
agli obiettivi di ciascuna istituzione scolastica o educativa (piano dell’offerta formativa, fruibilità
dei servizi da parte dell’utenza, ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane ecc.).
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi n.1204/71, n.903/77,
n.104/92 e d.lgs. 26.03.2001, n.151, e che ne facciano richiesta, vanno favoriti nell’utilizzo
dell’orario flessibile compatibilmente con le esigenze di servizio anche nei casi in cui lo stesso
orario non sia adottato dall’istituzione scolastica o educativa.
Successivamente potranno anche essere prese in considerazione le eventuali necessità del
personale – connesse a situazioni di tossicodipendenze, inserimento di figli in asili nido, figli in
età scolare, impegno in attività di volontariato di cui alla legge n.266/91 – che ne faccia
richiesta, compatibilmente con l’insieme delle esigenze del servizio, e tenendo anche conto
delle esigenze prospettate dal restante personale.
b. Orario plurisettimanale:
– la programmazione plurisettimanale dell’orario di lavoro ordinario, è effettuata in
relazione a prevedibili periodi nei quali si rileva un’esigenza di maggior intensità delle
attività o particolari necessità di servizio in determinati settori dell’istituzione scolastica,
con specifico riferimento alle istituzioni con annesse aziende agrarie, tenendo conto delle
disponibilità dichiarate dal personale coinvolto.
Ai fini dell’adozione dell’orario di lavoro plurisettimanale devono essere osservati i seguenti
criteri:
a. il limite massimo dell’orario di lavoro ordinario settimanale di 36 ore può
eccedere fino a un massimo di 6 ore per un totale di 42 ore per non più di 3
settimane continuative;
b. al fine di garantire il rispetto delle 36 ore medie settimanali, i periodi di
maggiore e di minore concentrazione dell’orario devono essere individuati
contestualmente di anno in anno e, di norma, rispettivamente, non possono
superare le 13 settimane nell’anno scolastico.
Le forme di recupero nei periodi di minor carico di lavoro possono essere attuate
mediante riduzione giornaliera dell’orario di lavoro ordinario, oppure attraverso la
riduzione del numero delle giornate lavorative.
c. Turnazioni:
– la turnazione è finalizzata a garantire la copertura massima dell’orario di servizio giornaliero
e dell’orario di servizio settimanale su cinque o sei giorni per specifiche e definite tipologie di
funzioni e di attività. Si fa ricorso alle turnazioni qualora le altre tipologie di orario ordinario
non siano sufficienti a coprire le esigenze di servizio.
I criteri che devono essere osservati per l’adozione dell’orario di lavoro su turni sono i
seguenti:
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– si considera in turno il personale che si avvicenda in modo da coprire a rotazione
l’intera durata del servizio;
– la ripartizione del personale nei vari turni dovrà avvenire sulla base delle
professionalità necessarie in ciascun turno;
– l’adozione dei turni può prevedere la sovrapposizione tra il personale subentrante e
quello del turno precedente;
– un turno serale che vada oltre le ore 20 potrà essere attivato solo in presenza di casi
ed esigenze specifiche connesse alle attività didattiche e al funzionamento
dell’istituzione scolastica;
– nelle istituzioni educative il numero dei turni notturni effettuabili nell’arco del mese da
ciascun dipendente non può, di norma, essere superiore ad otto. Il numero dei turni
festivi effettuabili nell’anno da ciascun dipendente non può essere, di norma, superiore
ad un terzo dei giorni festivi dell’anno. Nei periodi nei quali i convittori non siano
presenti nell’istituzione, il turno notturno è sospeso salvo comprovate esigenze
dell’istituzione educativa e previa acquisizione della disponibilità del personale;
– l’orario notturno va dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo. Per turno notturnofestivo
si intende quello che cade nel periodo compreso tra le ore 22 del giorno
prefestivo e le ore 6 del giorno festivo e dalle ore 22 del giorno festivo alle ore 6 del
giorno successivo.
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi n.1204/71, n.903/77,
n.104/92 e dal d.lgs. n.151/2001 possono, a richiesta, essere esclusi dalla effettuazione di
turni notturni. Hanno diritto a non essere utilizzate le lavoratrici dall’inizio dello stato di
gravidanza e nel periodo di allattamento fino a un anno.
3. L’orario di lavoro degli assistenti tecnici è articolato nel seguente modo:
a) assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche per almeno 24 ore in compresenza del
docente;
b) le restanti 12 ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche
del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di
esercitazione.
Nei periodi di sospensione dell’attività didattica gli assistenti tecnici saranno utilizzati in attività
di manutenzione del materiale tecnico-scientifico-informatico dei laboratori, officine, reparti di
lavorazione o uffici di loro competenza.
ART.54 – RITARDI, RECUPERI E RIPOSI COMPENSATIVI
1. Il ritardo sull’orario di ingresso al lavoro comporta l’obbligo del recupero entro l’ultimo
giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il ritardo.
2. In caso di mancato recupero, attribuibile ad inadempienza del dipendente, si opera la
proporzionale decurtazione della retribuzione cumulando le frazioni di ritardo fino a un’ora di
lavoro o frazione non inferiori alla mezza ora.
3.In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l’orario di servizio sono retribuite.
4. Se il dipendente, per esigenze di servizio e previe disposizioni impartite, presta attività oltre
l’orario ordinario giornaliero, può richiedere, in luogo della retribuzione, il recupero di tali ore
anche in forma di corrispondenti ore e/o giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le
esigenze organizzative dell’istituzione scolastica o educativa. Le giornate di riposo a tale titolo
maturate potranno essere cumulate e usufruite nei periodi estivi o di sospensione delle attività
didattiche, sempre con prioritario riguardo alla funzionalità e alla operatività dell’istituzione
scolastica.
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5. Le predette giornate di riposo non possono essere cumulate oltre l’anno scolastico di
riferimento, e devono essere usufruite entro e non oltre i tre mesi successivi all’anno scolastico
nel quale si sono maturate, sempre compatibilmente con le esigenze di funzionalità
dell’istituzione scolastica. In mancanza di recupero delle predette ore, per motivate esigenze di
servizio o comprovati impedimenti del dipendente, le stesse devono comunque essere
retribuite.
6. L’istituzione scolastica fornirà mensilmente a ciascun dipendente un quadro riepilogativo del
proprio profilo orario, contenente gli eventuali ritardi da recuperare o gli eventuali crediti orari
acquisiti.
ART.55 – RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A 35 ORE SETTIMANALI
1. Il personale destinatario della riduzione d’orario a 35 ore settimanali è quello adibito a
regimi di orario articolati su più turni o coinvolto in sistemi d’orario comportanti significative
oscillazioni degli orari individuali, rispetto all’orario ordinario, finalizzati all’ampliamento dei
servizi all’utenza e/o comprendenti particolari gravosità nelle seguenti istituzioni scolastiche:
– Istituzioni scolastiche educative;
– Istituti con annesse aziende agrarie;
– Scuole strutturate con orario di servizio giornaliero superiore alle dieci ore per almeno 3
giorni a settimana.
2. Sarà definito a livello di singola istituzione scolastica il numero, la tipologia e quant’altro
necessario a individuare il personale che potrà usufruire della predetta riduzione in base ai
criteri di cui al comma 1.
ART.56 – INDENNITA’ DI DIREZIONE E SOSTITUZIONE DEL DSGA
1. Ai DSGA delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative è corrisposta
un’indennità di direzione come nella misura prevista dalla Tabella 9. La stessa indennità è
corrisposta, a carico del fondo di cui all’art. 88, comma 2, lettera i), al personale che, in base
alla normativa vigente, sostituisce la predetta figura professionale o ne svolge le funzioni.
2. Ai sensi dell’art. 4, comma 2 del CCNQ del 29 luglio 1999, a decorrere dal 1/1/2006
l’indennità di direzione, di cui al comma 1, nella misura base indicata alla Tabella 9, è inclusa
nel calcolo della quota utile ai fini del trattamento di fine rapporto (TFR), in aggiunta alle voci
retributive già previste dal comma 1 dell’art. 4 del CCNQ del 29 luglio 1999.
3. A decorrere dal 31/12/2007, al fine di garantire la copertura dei futuri oneri derivanti
dall’incremento dei destinatari della disciplina del trattamento di fine rapporto, è posto
annualmente a carico delle disponibilità complessive del fondo dell’istituzione scolastica di cui
all’art. 84, comma 1, un importo pari al 6,91% del valore dell’indennità di direzione nella
misura base effettivamente corrisposta in ciascun anno. Conseguentemente, il fondo è
annualmente decurtato dell’ammontare occorrente per la copertura dei maggiori oneri per il
personale che progressivamente sarà soggetto alla predetta disciplina.
4. Il direttore dei servizi generali ed amministrativi è sostituito, nei casi di assenza, dal
coordinatore amministrativo che, a sua volta, è sostituito secondo le vigenti disposizioni in
materia di supplenze. Fino alla concreta e completa attivazione del profilo del coordinatore
amministrativo, il DSGA è sostituito dall’assistente amministrativo con incarico conferito ai
sensi dell’art. 47.
5. In caso di assenza del DGSA dall’inizio dell’anno scolastico, su posto vacante e disponibile,
il relativo incarico a tempo determinato verrà conferito sulla base delle graduatorie
permanenti.
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ART.57 – COLLABORAZIONI PLURIME PER IL PERSONALE ATA
1. Il personale ATA può prestare la propria collaborazione ad altra scuola per realizzare
specifiche attività che richiedano particolari competenze professionali non presenti in quella
scuola.
Tale collaborazione non comporta esoneri, anche parziali, nella scuola di servizio ed è
autorizzata dal dirigente scolastico sentito il direttore dei servizi generali ed amministrativi .
ART.58 – RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
1.Per il personale di cui al precedente art. 44, nelle scuole di ogni ordine e grado e delle
istituzioni educative possono essere costituiti rapporti di lavoro a tempo parziale mediante
assunzione o trasformazione di rapporti a tempo pieno su richiesta dei dipendenti, nei limiti
massimi del 25% della dotazione organica provinciale delle aree di personale a tempo pieno,
con esclusione della qualifica di DSGA e, comunque, entro i limiti di spesa massima annua
previsti per la dotazione organica medesima.
2. Per il reclutamento del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in
materia per il personale a tempo pieno.
3. Con ordinanza del MPI, previa intesa con i Ministri dell’Economia e della Funzione Pubblica,
sono determinati, i criteri e le modalità per la costituzione dei rapporti di lavoro di cui al
comma 1; in particolare, con la stessa ordinanza sono definite le quote percentuali delle
dotazioni organiche provinciali, per ciascun profilo professionale, da riservare a rapporti a
tempo parziale, fermo restando il limite massimo del 25%, in relazione alle eventuali
situazioni di soprannumero accertate.
4. I criteri e le modalità di cui al comma 3, nonché la durata minima delle prestazioni
lavorative, sono preventivamente comunicate dal MPI alle organizzazioni sindacali di cui
all’art.7 , comma 1, punto 1/b, e verificate in un apposito incontro.
5. Il dipendente a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla
durata della prestazione lavorativa che non può essere inferiore al 50% di quella a tempo
pieno. In ogni caso, la somma delle frazioni di posto a tempo parziale non può superare il
numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno trasformati in tempo parziale.
6. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da contratto scritto e deve contenere
l’indicazione della durata della prestazione lavorativa di cui al successivo comma 7. La
domanda va presentata al dirigente scolastico entro i termini specificati dalla relativa O.M.-
7. Il tempo parziale può essere realizzato:
a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo
parziale orizzontale);
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese, o di
determinati periodi dell’anno (tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media
della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell’arco temporale preso in
considerazione (settimana, mese o anno);
c) con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due modalità
indicate alle lettere a e b (tempo parziale misto), come previsto dal d.lgs. 25.02.2000, n. 61.
8. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalle attività aggiuntive
aventi carattere continuativo, né può fruire di benefici che comunque comportino riduzioni
dell’orario di lavoro, salvo quelle previste dalla legge.
Nell’applicazione degli altri istituti normativi previsti dal presente contratto, tenendo conto
della ridotta durata della prestazione e della peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in
quanto compatibili, le disposizioni di legge e contrattuali dettate per il rapporto a tempo
pieno.
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9. Al personale interessato è consentito, previa autorizzazione del dirigente scolastico,
l’esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio
e non siano incompatibili con le attività d’istituto della stessa Amministrazione. L’assunzione
di altro lavoro, o la variazione della seconda attività da parte del dipendente con rapporto di
lavoro a tempo parziale, deve essere comunicata al dirigente scolastico entro 15 giorni.
10. Il trattamento economico, anche accessorio, del personale con rapporto di lavoro a tempo
parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze
fisse e periodiche, ivi compresa l’indennità integrativa speciale e l’eventuale retribuzione
individuale di anzianità, spettanti al personale con rapporto a tempo pieno appartenente alla
stessa qualifica e profilo professionale.
11. I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie e di
festività soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno. I lavoratori a tempo parziale
verticale hanno diritto ad un numero di giorni proporzionato alle giornate di lavoro prestate
nell’anno. Il relativo trattamento economico è commisurato alla durata della prestazione
lavorativa.
12. Il trattamento previdenziale e di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni contenute
nell’art. 9 del D.lgs. n.61/2000.
13. Per la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale e
viceversa si applicano, nei limiti previsti dal presente articolo, le disposizioni di cui all’art. 39,
comma 13.
ART.59 – CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO PER IL PERSONALE IN SERVIZIO
1. Il personale ATA può accettare, nell’ambito del comparto scuola, contratti a tempo
determinato di durata non inferiore ad un anno, mantenendo senza assegni, complessivamente
per tre anni, la titolarità della sede.
2. L’accettazione dell’incarico comporta l’applicazione della relativa disciplina prevista dal
presente CCNL per il personale assunto a tempo determinato, fatti salvi i diritti sindacali.
ART.60 – RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO
1. Al personale di cui al presente articolo, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4
dell’art. 40. Anche il personale ATA, ove ne ricorrano le condizioni, ha diritto al completamento
dell’orario.
2. Le domeniche e le festività infrasettimanali ricadenti nel periodo di durata del rapporto
medesimo, sono retribuite e da computarsi nell’anzianità di servizio. Nell’ipotesi che il
dipendente completi tutto l’orario settimanale ordinario, ha ugualmente diritto al pagamento
della domenica ai sensi dell’art. 2109, comma 1, del codice civile.
3. Il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo
indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative.
ART.61 – RESTITUZIONE ALLA QUALIFICA DI PROVENIENZA
1. Il personale appartenente ad una qualifica ATA può, a domanda, essere restituito alla
qualifica ATA di provenienza con effetto dall’anno scolastico successivo alla data del
provvedimento di restituzione. Il provvedimento è disposto dal Direttore regionale scolastico
della sede di titolarità.
2. Il personale restituito alla qualifica di provenienza assume in essa il trattamento giuridico ed
economico che gli sarebbe spettato in caso di permanenza nella qualifica stessa.
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ART.62 – SEQUENZA CONTRATTUALE
1. Le Parti convengono che la materia di cui al presente Capo possa essere rivista in una
successiva sequenza contrattuale da attivarsi entro 30 giorni dalla firma definitiva del presente
CCNL.
2. Per le finalità di cui al comma 3, sono destinate alla sequenza contrattuale le seguenti
risorse finanziarie:
a) a decorrere dal 31.12.2007, le risorse derivanti dal contenimento della spesa del
personale ATA, pari a 34 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi;
b) a decorrere dal 31.12.2007, le risorse corrispondenti allo 0,39% della massa salariale al
31.12.2005 che saranno stanziate dalla Legge finanziaria 2008 in base al Protocollo Governo –
OO.SS. del 29 maggio 2007;
c) quota parte delle risorse di cui all’art. 47, comma 1 lett. b), attualmente finalizzate al
finanziamento dei incarichi specifici del personale ATA.
3. La sequenza contrattuale di cui al comma 1, avrà ad oggetto le seguenti finalità:
a) la rivalutazione del valore unitario delle posizione economiche per la valorizzazione del
personale ATA di cui agli artt. 49 e 50, nonchè l’estensione della platea dei beneficiari;
b) assegnazione di nuove posizioni economiche nell’Area B finalizzate all’individuazione di
attività lavorative complesse, caratterizzata da autonomia operativa, attraverso le procedure
selettive di cui all’art. 48;
c) il riesame delle modalità di applicazione dell’art. 55.
4. Nella medesima sequenza contrattuale, saranno affrontate le modifiche della
declaratoria dei profili professionali, nonché le eventuali modifiche degli artt. 56 e 89 del
presente CCNL. In quella sede verrà definito il raccordo tra i titoli di studio attualmente
richiesti e quelli stabiliti dalla tabella B del presente CCNL.
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CAPO VI – LA FORMAZIONE
ART.63 – FORMAZIONE IN SERVIZIO
1. La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del
personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di
sviluppo delle risorse umane. L’Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e
opportunità che garantiscano la formazione in servizio. La formazione si realizza anche
attraverso strumenti che consentono l’accesso a percorsi universitari, per favorire
l’arricchimento e la mobilità professionale mediante percorsi brevi finalizzati ad integrare il
piano di studi con discipline coerenti con le nuove classi di concorso e con profili considerati
necessari secondo le norme vigenti.
Conformemente all’Intesa sottoscritta il 27 giugno 2007 tra il Ministro per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione e le Confederazioni sindacali, verrà promossa, con
particolare riferimento ai processi d’innovazione, mediante contrattazione, una formazione dei
docenti in servizio organica e collegata ad un impegno di prestazione professionale che
contribuisca all’accrescimento delle competenze richieste dal ruolo.
2.Per garantire le attività formative di cui al presente articolo l’Amministrazione utilizza tutte le
risorse disponibili, nonché le risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da
norme comunitarie. Le somme destinate alla formazione e non spese nell’esercizio finanziario
di riferimento sono vincolate al riutilizzo nell’esercizio successivo con la stessa destinazione. In
via prioritaria si dovranno assicurare alle istituzioni scolastiche opportuni finanziamenti per la
partecipazione del personale in servizio ad iniziative di formazione deliberate dal collegio dei
docenti o programmate dal DSGA, sentito il personale ATA, necessarie per una qualificata
risposta alle esigenze derivanti dal piano dell’offerta formativa.
ART.64 – FRUIZIONE DEL DIRITTO ALLA FORMAZIONE
1. La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il
personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie
professionalità.
2. Le iniziative formative, ordinariamente, si svolgono fuori dell’orario di insegnamento.
3. Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello
centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti.
Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta il rimborso delle
spese di viaggio.
4. Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, può partecipare, previa autorizzazione del
capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, ad iniziative o di
aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati.
La partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla
realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione
dei profili professionali. In quest’ultimo caso il numero di ore può essere aumentato secondo le
esigenze, tenendo conto anche del tempo necessario per raggiungere la sede dell’attività di
formazione.
5. Gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la
partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi
della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime
modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali ed
artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche.
6. Il dirigente scolastico assicura, nelle forme e in misura compatibile con la qualità del
servizio, un’articolazione flessibile dell’orario di lavoro per consentire la partecipazione a
iniziative di formazione anche in aggiunta a quanto stabilito dal precedente comma 5.
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7. Le stesse opportunità, fruizione dei cinque giorni e/o adattamento dell’orario di lavoro,
devono essere offerte al personale docente che partecipa in qualità di formatore, esperto e
animatore ad iniziative di formazione. Le predette opportunità di fruizione di cinque giorni per
la partecipazione ad iniziative di formazione come docente o come discente non sono
cumulabili. Il completamento della laurea e l’iscrizione a corsi di laurea per gli insegnanti
diplomati in servizio hanno un carattere di priorità.
8. La formazione dei docenti si realizza anche mediante l’accesso a percorsi universitari brevi
finalizzati all’integrazione dei piani di studio in coerenza con esigenze derivanti dalle modifiche
delle classi di concorso e degli ambiti disciplinari.
9. Il Ministero ricercherà tutte le utili convergenze con gli interlocutori istituzionali e le
Università Italiane per favorire l’accesso al personale interessato, ivi compreso il
riconoscimento dei crediti formativi.
10. I criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio, sono definiti nell’ambito della
contrattazione decentrata presso gli uffici scolastici regionali.
11. All’interno delle singole scuole, per il personale in servizio, iscritto ai corsi di laurea, a corsi
di perfezionamento o a scuole di specializzazione, con particolare riferimento ai corsi utili alla
mobilità professionale, alla riconversione e al reimpiego, il dirigente scolastico, nei limiti di
compatibilità con la qualità del servizio, garantisce che siano previste modalità specifiche di
articolazione dell’orario di lavoro.
12. Per garantire efficacia nei processi di crescita professionale e personalizzare i percorsi
formativi saranno favorite le iniziative che fanno ricorso alla formazione a distanza,
all’apprendimento in rete e all’autoaggiornamento, con la previsione anche di particolari forme
di attestazione e di verifica delle competenze.
13. A livello di singola scuola il dirigente scolastico fornisce un’informazione preventiva
sull’attuazione dei criteri di fruizione dei permessi per l’aggiornamento.
ART.65 – LIVELLI DI ATTIVITÀ
1. Alle istituzioni scolastiche singole, in rete o consorziate, compete la programmazione delle
iniziative di formazione, riferite anche ai contenuti disciplinari dell’insegnamento, funzionali al
POF, individuate sia direttamente sia all’interno dell’offerta disponibile sul territorio, ferma
restando la possibilità dell’autoaggiornamento.
2. L’amministrazione scolastica regionale garantisce, su richiesta delle istituzioni scolastiche,
servizi professionali di supporto alla progettualità delle scuole, azioni perequative e interventi
legati a specificità territoriali e tipologie professionali.
3. All’amministrazione centrale competono gli interventi di interesse generale, soprattutto
quelli che si rendono necessari per le innovazioni, sia di ordinamento sia curriculari, per l’anno
di formazione, per i processi di mobilità e di riqualificazione e riconversione professionale, per
la formazione finalizzata all’attuazione di specifici istituti contrattuali, nonché il coordinamento
complessivo degli interventi.
ART.66 – IL PIANO ANNUALE DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
1. In ogni istituzione scolastica ed educativa il Piano annuale delle attività di aggiornamento e
formazione destinate ai docenti è deliberato dal Collegio dei docenti coerentemente con gli
obiettivi e i tempi del POF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. Analogamente il
DSGA predispone il piano di formazione per il personale ATA.
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Il Piano complessivo si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall’amministrazione
centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati o accreditati. Il Piano si articola
in iniziative:
• promosse prioritariamente dall’Amministrazione;
• progettate dalla scuola autonomamente o consorziata in rete, anche in collaborazione
con l’Università (anche in regime di convenzione), con le associazioni professionali
qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.
ART.67 – I SOGGETTI CHE OFFRONO FORMAZIONE
1. Le parti confermano il principio dell’accreditamento degli enti e delle agenzie per la
formazione del personale della scuola e delle istituzioni educative e del riconoscimento da
parte dell’amministrazione delle iniziative di formazione.
2. Sono considerati soggetti qualificati per la formazione del personale della scuola le
medesime istituzioni scolastiche, le università, i consorzi universitari, interuniversitari e gli
istituti pubblici di ricerca, ivi compresa l’Agenzia di cui all’art. 1, comma 610, della legge
n.296/2006. Il MPI può riconoscere come soggetti qualificati associazioni professionali sulla
base della vigente normativa.
3. Il Ministero, sulla base dei criteri sottoindicati e sentite le OO.SS., definisce le procedure da
seguire per l’accreditamento di soggetti – i soggetti qualificati di cui al precedente comma sono
di per sé accreditati – per la realizzazione di progetti di interesse generale. I criteri di
riferimento sono:
• la missione dell’ente o dell’agenzia tenendo conto delle finalità contenute nello statuto;
• l’attività svolta per lo sviluppo professionale del personale della scuola;
• l’esperienza accumulata nel campo della formazione;
• le capacità logistiche e la stabilità economica e finanziaria;
• l’attività di ricerca condotta e le iniziative di innovazione metodologica condotte nel
settore specifico;
• il livello di professionalizzazione raggiunto, anche con riferimento a specifiche
certificazioni e accreditamenti già avuti e alla differenza funzionale di compiti e di
competenze;
• la padronanza di approcci innovativi, anche in relazione al monitoraggio e alla
valutazione di impatto delle azioni di formazione;
• il ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
• la documentata conoscenza della natura e delle caratteristiche dei processi di sviluppo
professionale del personale della scuola;
• la specifica competenza di campo in relazione alle aree progettuali di lavoro;
• la disponibilità a consentire il monitoraggio, l’ispezione e la valutazione delle singole
azioni di formazione.
4. I soggetti qualificati di cui al comma 2 e i soggetti accreditati di cui al comma 3 possono
accedere alle risorse destinate a progetti di interesse generale promossi dall’amministrazione.
5. Possono proporsi anche le istituzioni scolastiche, singole o in rete e/o in consorzio, sulla
base di specifiche competenze e di adeguate infrastrutture.
6. La contrattazione decentrata regionale individua i criteri con cui i soggetti che offrono
formazione partecipano ai progetti definiti a livello territoriale.
7. I soggetti qualificati, accreditati o proponenti corsi riconosciuti sono tenuti a fornire al
sistema informativo, l’informazione, secondo moduli standard che saranno definiti, relativa alle
iniziative proposte al personale della scuola.
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ART.68 – FORMAZIONE IN INGRESSO
1. Per i docenti a tempo indeterminato di nuova assunzione l’anno di formazione trova
realizzazione attraverso specifici progetti contestualizzati, anche con la collaborazione di reti
e/o consorzi di scuole.
2. L’impostazione delle attività tiene conto dell’esigenza di personalizzare i percorsi, di
armonizzare la formazione sul lavoro – con il sostegno di tutor appositamente formati – e
l’approfondimento teorico assicurando adeguate condizioni di accoglienza.
3. Nel corso dell’anno di formazione sono create particolari opportunità opzionali per il
miglioramento delle competenze tecnologiche e della conoscenza di lingue straniere, anche
nella prospettiva dell’acquisizione di certificazioni internazionalmente riconosciute.
ART.69 – FORMAZIONE PER IL PERSONALE
DELLE SCUOLE IN AREE A RISCHIO O A FORTE
PROCESSO IMMIGRATORIO O FREQUENTATE DA NOMADI
1. Per le scuole collocate nelle aree a rischio l’amministrazione promuove e sostiene iniziative
di formazione in relazione agli obiettivi di prevenire la dispersione scolastica, di sviluppare la
cultura della legalità, nonché di aumentare significativamente i livelli di successo scolastico,
utilizzando metodi e tecniche di elevata efficacia, di formazione e di sostegno professionale
facendo ricorso anche alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
2. Partecipano alle attività di formazione, in relazione ai progetti delle scuole coinvolte, gli
insegnanti e il personale ATA. I corsi sono organizzati dalle scuole, singole o in rete, e si
avvalgono della collaborazione di soggetti qualificati o accreditati, nonché della cooperazione di
istituzioni ed enti presenti sul territorio.
3. Per gli insegnanti delle scuole collocate nelle aree a forte processo immigratorio, tenendo
conto delle esperienze già realizzate l’amministrazione promuove l’organizzazione di seguenti
attività formative:
• pronto intervento linguistico,
• corsi specifici sull’insegnamento della lingua italiana ad alunni ed adulti, di lingua nativa
diversa dall’italiano,
• approfondimento delle tematiche dell’educazione interculturale,
• produzione e diffusione di materiali didattici.
4. A seguito di specifiche intese i corsi per l’insegnamento della lingua italiana ad allievi ed
adulti, di lingua nativa diversa dall’italiano, possono anche essere offerti dalle Università come
corsi di perfezionamento. Per la predisposizione di materiali per il pronto intervento linguistico
e per la messa a disposizione di risorse didattiche si fa ricorso alle tecnologie della
comunicazione e dell’informazione.
5. Per l’impostazione e l’organizzazione delle attività le scuole e l’amministrazione si avvalgono
della collaborazione di soggetti qualificati e/o accreditati, cooperano con le iniziative già
realizzate o in corso da parte degli enti locali, delle associazioni espressione delle comunità di
immigrati, delle organizzazioni non governative e delle associazioni di volontariato riconosciute.
ART.70 – FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI
CHE OPERANO IN AMBIENTI DI APPRENDIMENTO PARTICOLARI
1.Gli obiettivi delle iniziative di formazione finalizzata sono l’acquisizione e lo sviluppo di
specifiche competenze per insegnanti che operano nei centri territoriali permanenti, nei corsi
serali delle scuola secondaria superiore, nelle sezioni presso gli ospedali e gli istituti
penitenziari e l’attivazione delle condizioni per il pieno sviluppo delle politiche di formazione
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permanente. L’Amministrazione garantisce che specifiche iniziative siano rivolte ai docenti che
operano o che intendano operare in tali settori.
2. I corsi mirano a diffondere la conoscenza dei diversi contesti e processi di apprendimento,
ad accrescere la familiarità con le metodologie attive di insegnamento, a sviluppare la
padronanza delle strategie formative (modularità, riconoscimento dei crediti formativi e
professionali, percorsi individuali di apprendimento, certificazione delle competenze).
3. In questa prospettiva il campo di azione potrà ampliarsi in relazione anche all’evoluzione
dei processi di rinnovamento nel settore della formazione integrata e dei modelli di
cooperazione tra l’istruzione e la formazione professionale.
4. Per il settore delle scuole negli ospedali e negli istituti di prevenzione e pena il MPI realizza
le necessarie intese, con i Ministeri della Salute e di Giustizia, per la programmazione,
l’organizzazione e la finalizzazione delle attività.
ART.71 – COMMISSIONE BILATERALE PER LA FORMAZIONE
1. Le Parti convengono che, entro 60 gg. dalla sottoscrizione definitiva del presente CCNL, sia
istituita una Commissione, tra il MPI e le OO.SS. firmatarie, che persegua l’obiettivo di
programmare e realizzare qualificate e certificate iniziative di formazione nazionale per il
personale del comparto.
2. La costituzione della predetta Commissione non potrà comportare alcun onere aggiuntivo e
la partecipazione alla stessa sarà a titolo gratuito per tutti i componenti.
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CAPO VII – TUTELA DELLA SALUTE NELL’AMBIENTE DI LAVORO
ART.72 – FINALITÀ
1. Al fine di assicurare compiuta attuazione a forme di partecipazione e di collaborazione dei
soggetti interessati al sistema di prevenzione e di sicurezza dell’ambiente di lavoro, previste
dal D.lgs.626/94 come modificato dal D.lgs.242/96, le parti convengono sulla necessità di
realizzare l’intero sistema di prevenzione all’interno delle istituzioni scolastiche sulla base dei
criteri e delle modalità previste dai successivi articoli del presente capo, in coerenza con le
norme legislative di riferimento e con quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale quadro
del 10 luglio 1996 in materia di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nel comparto
pubblico.
ART.73 – IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
1.Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in tutte le unità scolastiche previste dal D.M.
n.382/98, è eletto nei modi previsti dal succitato Accordo quadro 10-7-1996 e dall’art.58 del
CCNI 31.08.99. Qualora non possa essere individuato, la RSU designa altro soggetto
disponibile tra i lavoratori della scuola. Ove successivi Accordi quadro modificassero in tutto o
in parte la normativa contrattuale anzidetta, questa dovrà ritenersi recepita previo confronto
con le OO.SS del comparto scuola.
2. Con riferimento alle attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, la cui
disciplina è contenuta negli artt.18 e 19 del D.lgs.626/94, le parti a solo titolo esemplificativo
concordano sulle seguenti indicazioni:
a. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto di accesso ai luoghi di
lavoro nel rispetto dei limiti previsti dalla legge; egli segnala preventivamente al
dirigente scolastico le visite che intende effettuare negli ambienti di lavoro; tali visite
possono svolgersi congiuntamente con il responsabile del servizio di prevenzione o un
addetto da questi incaricato;
b. laddove il D.lgs.626/94 prevede l’obbligo da parte del dirigente scolastico di
consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, la consultazione si deve
svolgere in modo da garantire la sua effettività e tempestività; pertanto il dirigente
scolastico consulta il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza su tutti quegli eventi
per i quali la disciplina legislativa prevede un intervento consultivo del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza; in occasione della consultazione il rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza ha facoltà di formulare proposte e opinioni sulle tematiche
oggetto di consultazione; la consultazione deve essere verbalizzata e nel verbale,
depositato agli atti, devono essere riportate le osservazioni e le proposte del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Inoltre il rappresentante dei lavoratori
per la sicurezza è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti del
servizio di prevenzione, sul piano di valutazione dei rischi, programmazione,
realizzazione e verifica della prevenzione nell’istituzione scolastica; è altresì consultato
in merito all’organizzazione della formazione di cui all’art.22, comma 5 del
D.lgs.626/94. Gli esiti delle attività di consultazione di cui sopra sono riportati in
apposito verbale sottoscritto dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
c. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto di ricevere le informazioni
e la documentazione relativa alla valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione,
nonché quelle inerenti le sostanze e i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti,
l’organizzazione del lavoro e gli ambienti di lavoro, la certificazione relativa all’idoneità
degli edifici, agli infortuni e alle malattie professionali; riceve inoltre informazioni
provenienti dai servizi di vigilanza;
d. il dirigente scolastico su istanza del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è
tenuto a fornire tutte le informazioni e la documentazione richiesta; il rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza è tenuto a fare delle informazioni e documentazione
ricevute un uso strettamente connesso alla sua funzione;
e. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto alla formazione specifica
prevista all’art.19, comma 1, lett.G) del D.lgs.n.626 citato e del relativo Accordo
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quadro. La formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve prevedere
un programma base di minimo 32 ore; i contenuti della formazione sono quelli previsti
dal D.lgs.626/94, e dal Decreto Ministro del Lavoro del 16/1/1997; in sede di organismo
paritetico possono essere proposti percorsi formativi aggiuntivi in considerazione di
particolari esigenze;
f. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza non può subire pregiudizio alcuno a
causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le tutele
previste dalla legge per le rappresentanze sindacali;
g. per l’espletamento dei compiti di cui all’art.19 del D.lgs.626/94, i rappresentanti per
la sicurezza oltre ai permessi già previsti per le rappresentanze sindacali, utilizzano
appositi permessi retribuiti orari pari a 40 ore annue per ogni rappresentante; per
l’espletamento e gli adempimenti previsti dai punti b), c), d), g), i), ed l) dell’art.19 del
D.lgs.626/94, il predetto monte-ore e l’attività sono considerati tempo di lavoro.
ART.74 – ORGANISMI PARITETICI TERRITORIALI
1. Alle delegazioni trattanti a livello scolastico regionale, sono affidati i compiti e i ruoli
dell’organismo paritetico di cui all’art. 20 del D.lgs.626/94.
2. Tale organismo ha compiti di orientamento e promozione delle iniziative formative e
informative nei confronti dei prestatori d’opera subordinati, degli altri soggetti ad essi
equiparati e dei loro rappresentanti, di orientamento degli standard di qualità di tutto il
processo formativo, di raccordo con i soggetti istituzionali di livello territoriale operanti in
materia di salute e sicurezza per favorire la realizzazione di dette finalità. Inoltre, tali
organismi assumono la funzione di prima istanza di riferimento in merito a controversie sorte
sull’applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme
vigenti legislative e contrattuali non escludendo la via giurisdizionale.
ART.75 – OSSERVATORIO NAZIONALE PARITETICO DELLA SICUREZZA
1. Al fine di stabilizzare i rapporti partecipativi in materia di igiene e sicurezza l’Osservatorio
Nazionale Paritetico ha il compito di monitorare lo stato di applicazione della normativa, di
coordinare l’azione dei comitati paritetici territoriali, di avanzare proposte agli organi
competenti in merito alla normativa e alle sue applicazioni, di fare da raccordo con i soggetti
istituzionali a livello nazionale operanti in materia di salute e sicurezza.
ART.76 – NORME DI RINVIO
1. Per quanto non previsto dal presente capo si fa esplicito riferimento al D.lgs.626/94, al
D.lgs.242/96, al D.M.292/96, al D.M.382/98, al CCNQ del 7 maggio 1996 e alla legislazione in
materia di igiene e sicurezza.
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CAPO VIII – ASPETTI ECONOMICO-RETRIBUTIVI GENERALI
ART.77 – STRUTTURA DELLA RETRIBUZIONE
1. La struttura della retribuzione del personale docente, educativo ed A.T.A. appartenente al
comparto della Scuola si compone delle seguenti voci:
– trattamento fondamentale:
a) stipendio tabellare per posizioni stipendiali;
b) posizioni economiche orizzontali;
c) eventuali assegni “ad personam”.
– trattamento accessorio:
a) retribuzione professionale docenti;
b) compenso per le funzioni strumentali del personale docente;
c)
d) compenso per le ore eccedenti e le attività aggiuntive;
e) indennità di direzione dei DSGA;
f) compenso individuale accessorio per il personale ATA;
g) compenso per incarichi ed attività al personale ATA;
h) indennità e compensi retribuiti con il fondo d’istituto;
i) altre indennità previste dal presente contratto e/o da specifiche disposizioni di
legge.
2. Al personale, ove spettante, è corrisposto l’assegno per il nucleo familiare ai sensi della
legge 13 maggio 1988, n.153 e successive modificazioni.
3. Le competenze di cui ai commi precedenti aventi carattere fisso e continuativo sono
corrisposte congiuntamente in unica soluzione mensile.
ART.78 – AUMENTI DELLA RETRIBUZIONE BASE
1. Gli stipendi tabellari previsti dall’art. 2, comma 2, del CCNL 7.12.2005 sono incrementati
delle misure mensili lorde, per tredici mensilità, indicate nell’allegata Tabella 1, alle
scadenze ivi previste.
2. Per effetto degli incrementi indicati al comma 1, i valori degli stipendi annui sono
rideterminati nelle misure ed alle decorrenze stabilite nella Tabella 2.
3. Al personale educativo spetta il trattamento economico previsto per i docenti di scuola
dell’infanzia e primaria.
ART.79 – PROGRESSIONE PROFESSIONALE
1. Al personale scolastico è attribuito un trattamento economico differenziato per posizioni
stipendiali. Il passaggio tra una posizione stipendiale e l’altra potrà essere acquisito al
termine dei periodi previsti dall’allegata Tabella 2, sulla base dell’accertato utile
assolvimento di tutti gli obblighi inerenti alla funzione. Il servizio si intende reso utilmente
qualora il dipendente, nel periodo di maturazione della posizione stipendiale, non sia
incorso in sanzioni disciplinari definitive implicanti la sospensione dal servizio; in caso
contrario il passaggio alla posizione stipendiale superiore potrà essere ritardato, per
mancata maturazione dei requisiti richiesti, nelle fattispecie e per i periodi seguenti:
a. due anni di ritardo in caso di sospensione dal servizio per una durata superiore ad un mese
per il personale docente e in caso di sospensione del lavoro di durata superiore a cinque
giorni per il personale ATA;
b. un anno di ritardo in caso di sanzione disciplinare di sospensione dal servizio e dalla
retribuzione fino a un mese per il personale docente e fino a cinque giorni per il personale
ATA.
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ART.80 – TREDICESIMA MENSILITA’
1. Al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato spetta
una tredicesima mensilità corrisposta nel mese di dicembre di ogni anno.
2. L’importo della tredicesima mensilità è pari al trattamento fondamentale spettante al
personale nel mese di dicembre, fatto salvo quanto previsto nei commi successivi.
3. La tredicesima mensilità è corrisposta per intero al personale in servizio continuativo dal
primo gennaio dello stesso anno.
4. Nel caso di servizio prestato per un periodo inferiore all’anno o in caso di cessazione del
rapporto nel corso dell’anno, la tredicesima è dovuta in ragione di un dodicesimo per ogni
mese di servizio prestato o frazione di mese superiore a 15 giorni.
5. I ratei della tredicesima non spettano per i periodi trascorsi in aspettativa per motivi
personali o di famiglia o in altra condizione che comporti la sospensione o la privazione del
trattamento economico e non sono dovuti al personale cessato dal servizio per motivi
disciplinari.
6. Per i periodi temporali che comportino la riduzione del trattamento economico, il rateo della
tredicesima mensilità, relativo ai medesimi periodi, è ridotto nella stessa proporzione della
riduzione del trattamento economico.
ART.81 – EFFETTI DEI NUOVI STIPENDI
1. Gli incrementi stipendiali di cui all’art. 78 hanno effetto integralmente sulla 13° mensilità,
sui compensi per le attività aggiuntive, sulle ore eccedenti, sul trattamento ordinario di
quiescenza, normale e privilegiato, sull’indennità di buonuscita, sull’equo indennizzo e
sull’assegno alimentare.
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell’art. 78 sono corrisposti integralmente
alle scadenze e negli importi ivi previsti al personale comunque cessato dal servizio, con
diritto a pensione nel periodo di vigenza contrattuale. Agli effetti dell’indennità di
buonuscita e di licenziamento si considerano solo gli incrementi maturati alla data di
cessazione dal servizio.
ART.82 – COMPENSO INDIVIDUALE ACCESSORIO PER IL PERSONALE ATA.
1. Al personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, è
corrisposto, con le decorrenze a fianco indicate, un compenso individuale accessorio, nelle
misure e con le modalità di seguito indicate, salvo restando l’eventuale residua sussistenza
di compensi corrisposti ad personam.
2. Il compenso di cui al comma 1 è incrementato nelle misure ed alle scadenze indicate
nell’allegata Tabella 3.
3. Ai sensi dell’art. 4, comma 2 del CCNQ del 29 luglio 1999, a decorrere dal 1/1/2006 il
Compenso Incentivante Accessorio, di cui al comma 1, è incluso nella base di calcolo utile
ai fini del trattamento di fine rapporto (TFR), in aggiunta alle voci retributive già previste
dal comma 1 dell’art. 4 del CCNQ del 29 luglio 1999.
4. A decorrere dal 31/12/2007, al fine di garantire la copertura dei futuri oneri derivanti
dall’incremento dei destinatari della disciplina del trattamento di fine rapporto, è posto
annualmente a carico delle disponibilità complessive del fondo dell’istituzione scolastica di
cui all’art. 84, comma 1, un importo pari al 6,91% del valore del Compenso Incentivante
Accessorio effettivamente corrisposto in ciascun anno. Conseguentemente, il fondo è
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annualmente decurtato dell’ammontare occorrente per la copertura dei maggiori oneri per il
personale che progressivamente sarà soggetto alla predetta disciplina.
5. Il compenso di cui al comma 1, per il personale a tempo determinato, è corrisposto
secondo le seguenti specificazioni:
a. dalla data di assunzione del servizio, per ciascun anno scolastico, al personale ATA con
rapporto di impiego a tempo determinato su posto vacante e disponibile per l’intera
durata dell’anno scolastico;
b. dalla data di assunzione del servizio, e per un massimo di dieci mesi per ciascun anno
scolastico, al personale ATA con rapporto di impiego a tempo determinato fino al
termine delle attività didattiche.
6 . Nei confronti del direttore dei servizi generali ed amministrativi detto compenso viene
corrisposto nell’ambito delle indennità di direzione di cui all’art.56.
7 .Il compenso individuale accessorio in questione spetta in ragione di tante mensilità per
quanti sono i mesi di servizio effettivamente prestato o situazioni di stato assimilate al
servizio;
8. Per i periodi di servizio o situazioni di stato assimilate al servizio inferiori al mese detto
compenso è liquidato al personale in ragione di 1/30 per ciascun giorno di servizio prestato o
situazioni di stato assimilate al servizio.
9. Nei casi di assenza per malattia si applica l’art. 17, comma 8, lettera a).
10. Per i periodi di servizio prestati in posizioni di stato che comportino la riduzione dello
stipendio il compenso medesimo è ridotto nella stessa misura.
11. Nei confronti del personale ata con contratto part-time, il compenso in questione è
liquidato in rapporto all’orario risultante dal contratto.
12. Il compenso di cui trattasi è assoggettato alle ritenute previste per i compensi accessori.
Alla sua liquidazione mensile provvedono le direzioni provinciali del tesoro (DPT).
13. A tutto il personale ATA a tempo determinato e indeterminato, a valere sulle risorse
derivanti dalle economie realizzate nell’applicazione progressioni economiche di cui all’art. 7
del CCNL 7.12.2005 (22 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi per l’anno 2006) e dal
contenimento della spesa del personale ATA (96,3 milioni di euro al lordo degli oneri riflessi per
l’anno 2007), è corrisposta un compenso una-tantum pari a € 344,65 in ragione del servizio
prestato nel biennio contrattuale 2006/07.
ART.83 – RETRIBUZIONE PROFESSIONALE DOCENTI.
1. La retribuzione professionale docenti di cui all’art. 81 del CCNL 24.07.2003 è incrementata
nelle misure mensili lorde ed alle scadenze indicate nella allegata Tabella 4.
2. Ai sensi dell’art. 4, comma 2 del CCNQ del 29 luglio 1999, a decorrere dal 1/1/2006 la
retribuzione professionale docenti, di cui al comma 1, è inclusa nella base di calcolo utile ai
fini del trattamento di fine rapporto (TFR), in aggiunta alle voci retributive già previste dal
comma 1 dell’art. 4 del CCNQ del 29 luglio 1999.
3. A decorrere dal 31/12/2007, al fine di garantire la copertura dei futuri oneri derivanti
dall’incremento dei destinatari della disciplina del trattamento di fine rapporto, è posto
annualmente a carico delle disponibilità complessive del fondo dell’istituzione scolastica di
cui all’art. 84, comma 1, un importo pari al 6,91% del valore della retribuzione
professionale docenti effettivamente corrisposta in ciascun anno. Conseguentemente, il
fondo è annualmente decurtato dell’ammontare occorrente per la copertura dei maggiori
oneri per il personale che progressivamente sarà soggetto alla predetta disciplina.
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4. Al personale docente ed educativo, a valere sulla quota aggiuntiva per il solo anno 2005 di
risorse derivanti dalle mancata applicazione delle funzioni tutoriali dei docenti (63,8 milioni
di euro al lordo degli oneri riflessi), è corrisposta una una-tantum pari a € 51,46
complessiva in ragione del servizio prestato da ciascun docente durante l’anno 2006.
ART.84 – FONDO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA
1. Le risorse destinate al finanziamento del fondo di Istituto, già definite ai sensi dell’art. 5 del
CCNL 7.12.2005, sono incrementate, a decorrere dal 31.12.2007 ed a valere sull’anno
2008, di un importo pari a € 2,36 mensili pro-capite per tredici mensilità per ogni unità di
personale in servizio al 31.12.2005, corrispondente allo 0,11% della massa salariale alla
predetta data.
2. Gli incrementi previsti all’art. 5, comma 1, I e II alinea, del CCNL 7.12.05 ricevono nel
presente accordo una diversa finalizzazione, poiché destinate a coprire gli oneri derivanti
dall’applicazione degli articoli 82 e 83 del presente CCNL, conseguentemente sono stornati
in via definitiva dalle risorse complessive del fondo a decorrere dall’anno 2006.
ART.85 – NUOVI CRITERI DI RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER IL
FINANZIAMENTO DEL FONDO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA
1. A decorrere dal 31.12.2007, l’importo complessivo delle risorse del fondo dell’istituzione
scolastica di cui all’art. 84 del presente CCNL, sono ripartite, annualmente, tra le singole
istituzioni scolastiche ed educative, in relazione ai seguenti criteri: