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Le Graduatorie ad Esaurimento nella bufera dei Ricorsi

Problemi per l’assegnazione delle cattedre, spostamento dell’organico dalle regioni di residenza.

La riforma della Buona Scuola messa in atto dal Governo Renzi, doveva abolire la figura dei precari e assumere tutti gli aspiranti docenti presenti nelle graduatorie “Gae” fino al loro esaurimento. Invece, per le diverse irregolarità presenti nel concorso, molti insegnanti si sono rivolti sia al Tar che al Consiglio di Stato, presentando ricorso.
Anche l’algoritmo ideato dal Ministero della Pubblica Istruzione per l’assegnazione dei posti, che in seguito si è rivelato sbagliato, ha fatto sì che nel mese di Agosto centinaia di professori residenti al Sud sono stati costretti a trasferirsi al Nord. In seguito all’accettazione del ricorso, i professori hanno ottenuto un riavvicinamento, ma allo stesso tempo, per ogni docente riavvicinato è rimasta una cattedra scoperta, assegnata ad un supplente, altra figura che con la Buona Scuola doveva essere abolita.

La situazione nel Lazio

Il Tar del Lazio aveva, invece, respinto i ricorsi di trecento insegnanti escludendoli dalle graduatorie, mentre il Consiglio di Stato li ha accettati reinserendoli con riserva nelle suddette graduatorie. Con l’accettazione di questi ricorsi si modificano anche le graduatorie provinciali di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, che presentavano un centinaio di docenti che si erano trasferiti dal Sud sempre per via dell’errore dell’algoritmo usato in sede di assegnazione dei posti. La sentenza emessa dal Tar del Lazio rischia di sconvolgere anche le graduatorie scolastiche di queste provincie e di lasciare molte cattedre vacanti.

Ricorsi scuola

Altri ricorsi da parte degli insegnanti sono stati presentati per la poca chiarezza del Ministero dell’Istruzione sui criteri delle assunzioni a tempo indeterminato nella scuola primaria e secondaria. Altri ancora per il numero dell’organico, per la mancata disposizione di un organico per le nuove classi di concorso.
Il Tar ha scelto di dare ragione agli insegnanti, ordinando al Ministero dell’Istruzione di produrre entro sessanta giorni l’intera documentazione per esaminare il caso in questione.

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