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Domanda di mobilità: facciamo chiarezza sulle preferenze sintetiche e analitiche

Compilare correttamente i campi delle preferenze sintetiche e analitiche, pregiudica l’assegnazione delle cattedre, a prescindere dai punti che abbiamo accumulato.

E’ necessario fare chiarezza sulla questione delle preferenze territoriali da poter inserire nella domanda di mobilità; queste si dividono in preferenze sintetiche e preferenze analitiche. L’art.6 comma 1, regola il numero di preferenze territoriali esprimibili nella domanda di mobilità, sancendo che «Ciascun docente potrà esprimere con un’unica domanda fino a quindici preferenze di cui al massimo cinque scuole, sia di ambiti diversi che del proprio ambito, sia per la mobilità intra-provinciale che per quella inter-provinciale, in tale ultimo caso sarà possibile esprimere anche codici sintetici delle province». L’assegnazione dell’ambito della titolarità è una questione delicata che necessita di non poche accortezze per far sì che il docente risulti pienamente soddisfatto dalla sua posizione lavorativa.

Domanda mobilità: preferenze sintetiche e preferenze analitiche
Il tetto massimo delle preferenze da poter esprimere è 15, delle quali 10 potranno essere ambiti e provincie mentre con le restanti 5, sarà possibile indicare scuole specifiche, ricordando di trascrivere nella domanda l’esatta denominazione riportata negli elenchi ufficiali. E’ bene sottolineare che il docente non è in alcun modo obbligato ad esprimere più di una preferenza territoriale nella domanda di trasferimento. Con le preferenze sintetiche, il docente si dichiara disponibile ad essere posizionato in uno degli ambiti territoriali disponibili in una determinata provincia. Con le preferenze analitiche, invece, si esprime la propria disponibilità per una determinata scuola, il cui nome andrà inserito nella domanda e qualora la richiesta del docente dovesse essere soddisfatta, riceverà una chiamata diretta dalla scuola per cui si è espressa la preferenza.

Docenti e punti: come vengono ripartite le cattedre?
E’ consigliabile esprimere almeno 3 preferenze, poiché in sede di ripartizione delle cattedre, ci si potrebbe trovare penalizzati rispetto ad altri candidati, che pur avendo un punteggio inferiore al nostro, abbiano espresso preferenze analitiche precise. Andiamo a trattare la questione più nello specifico: poniamo che un candidato X compili la propria domanda, esprimendo una preferenza analitica, mentre un candidato Y compili la domanda inserendo solo la preferenza sintetica. In sede di ripartizione delle cattedre, il candidato Y, pur avendo più punti del candidato X, potrebbe perdere una cattedra che a lui gli sarebbe stata più conveniente, solo perché non ha espresso preferenze analitiche per quella data provincia; se invece una provincia ha a disposizione un’unica cattedra, la cattedra verrà assegnata in qualunque caso al candidato X, anche se questa rientri nelle preferenze analitiche del candidato Y, che ha un punteggio inferiore.

Quindi, come compilare correttamente la domanda?
Come detto in precedenza, durante la compilazione della domanda di mobilità, possiamo esprimere delle preferenze. L’ideale sarebbe seguire uno schema di questo tipo:

  • Preferenza analitica 1: ovvero la scuola a cui vorremmo essere assegnati.
  • Preferenza analitica 2: ambito in cui vorremmo essere assegnati.
  • Preferenza sintetica: ovvero la provincia che ci è più comoda, purché sia sede dell’ambito della preferenza analitica 2 e della preferenza analitica 1.

E’ molto importante seguire questo ordine, poiché se invertissimo lo schema, il sistema utilizzato per le domande di trasferimento, non permetterebbe l’inserimento delle preferenze analitiche 1 e 2, poiché risulterebbero già espresse con la preferenza sintetica, non dandoci la possibilità di essere specifici nella domanda e rischiando in questo modo che un candidato con un punteggio inferiore, ottenga la cattedra nella scuola di nostro interesse.

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