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Dirigenti scolastici: ad Aprile il concorso dopo l’ennesimo rinvio

Atteso da anni, il nuovo concorso per presidi, dopo l’ennesimo rinvio, slitta ad Aprile

Il concorso per dirigenti scolastici annunciato a Dicembre 2016 dal Ministero dell’Istruzione, dopo l’ennesimo rinvio, è slittato ad Aprile per il riesame del regolamento. Il concorso avrebbe dovuto coprire fino al 2020 almeno un migliaio di posti ed evitare le reggenze complesse, un problema molto complicato, che da anni rendono difficile il lavoro di alcuni dirigenti scolastici a cui vengono assegnate più scuole da dirigere. Infatti le difficoltà di gestione sono enormi per i presidi che devono seguire molti istituti distanti tra loro e con esigenze diverse. Il decreto della Buona Scuola doveva mettere a posto le cose e ridare al dirigente scolastico il suo ruolo di responsabilità all’interno di un solo istituto. Ma tutto questo non è accaduto e dopo vari rinvii, ultimo quello di dicembre scorso, il Ministero dell’Istruzione ha comunicato che il concorso sarà bandito ad Aprile 2017.
Consisterà in una prova preselettiva, una scritta e una orale e un corso di formazione dirigenziale di 4 mesi, con un tirocinio di altri 4 mesi.

Un ritardo di carattere tecnico

Con la prova ad Aprile fallisce la possibilità da parte dei nuovi dirigenti scolastici di avere una cattedra dal prossimo anno scolastico. Il ritardo dell’inizio del concorso è di carattere tecnico: il Consiglio di Stato deve approvare un nuovo regolamento senza toccare i contenuti e le prove del concorso, perché si erano riscontrate delle imprecisioni e delle carenze nelle procedure che avrebbero potuto rendere nullo lo stesso, provocando seri problemi.

Le reggenze, un problema da risolvere

Anche per quanto riguarda gli stipendi, il problema delle reggenze rende tutto più complicato. Un preside percepisce circa 700 euro in più per ogni reggenza: un vantaggio esclusivo per lo Stato che in questo caso risparmia tantissimo, ma pone i presidi in una situazione difficilissima, non riuscendo a svolgere in modo ottimale il loro lavoro e non venendo retribuiti in modo adeguato.

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